L'11 luglio, nel mondo delle quattro ruote, rappresenta una data cruciale: in questo giorno del 1899, infatti, nasceva a Torino la Fiat, la casa automobilistica che rivoluzionò non solo il panorama italiano, ma quello mondiale. Una storia che parte da lontano quando una dozzina tra aristocratici, possidenti, imprenditori e professionisti torinesi decisero di creare una fabbrica per la produzione di automobili su scala industriale.

Gli inizi del mito

Inizia così la storia della Fiat, acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino, l'azienda che nel corso dei suoi 120 anni ha rivoluzionato non solo il mondo dell'automobile, ma l'intera esistenza degli italiani partecipando agli anni del boom economico e creando migliaia di posti di lavoro che hanno cambiato anche da un punto di vista sociale il paese, spostando le persone del Sud nelle fabbriche del Nord. La prima vettura prodotta fu il modello "3½ HP", costruita in 8 esemplari nel corso del 1899. Dopo i primi anni, in cui si realizzano due impianti come il "nuovo opificio" di corso Dante Alighieri, oggi sede del Centro Storico Fiat, e il Lingotto, che entra in funzione nel 1923, la proprietà viene assunta da Giovanni Agnelli che resterà fino alla fine della seconda guerra mondiale sfornando le prime mitiche auto come la 501, la 509, ma soprattutto la 500 – e con esse la sue varianti – che rappresenta il primo grande successo dell'azienda.

Gli anni del grande boom economico

Il periodo post bellico risulta piuttosto complicato, ma segna anche lo sviluppo della Fiat che inizia a rinnovare la propria gamma creando la prima station wagon italiana con la 500 B Giardiniera, ma sono gli anni '60 a dare vita a quel boom economico che ha reso grande la casa torinese; nell'arco di pochi anni, infatti, la Fiat cerca di coprire le varie richieste degli automobilisti spaziando dalle piccole cilindrate alle grandi berline e presentando i vari modelli con allestimenti berlina, giardinetta, coupé e spider, diventando uno dei perni del cosiddetto boom economico di quegli anni. In questo periodo, infatti, nascono alcuni dei modelli più iconici dell'intera storia dell'auto italiana come la Fiat 124, eletta auto dell'anno nel 1966, la Fiat 125 e la Fiat 128. Gli anni '70, poi, rafforzano ancora di più la leadership dell'azienda con il modello Fiat 127, erede della Fiat 850 e di cui, nei soli primi 3 anni di produzione, verranno costruiti oltre un milione di esemplari. Il 1976, poi, vede la nascita di un altro modello storico come la Ritmo, altra auto che segna una tappa fondamentale nella storia dell'auto.

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in foto: Un arcobaleno di Fiat Ritmo.

Dalla Panda alla Punto, i modelli storici

Negli anni '80, invece, l'intera gamma Fiat viene rivista e porta la casa torinese ad attraversare una fase decisamente positiva sui mercati diventando il maggior produttore di automobili europeo e il quinto più grande al mondo. A determinare il successo sono i nuovi modelli lanciati, ma soprattutto l'arrivo della Fiat Panda, la nuova utilitaria che ancora oggi rappresenta una delle auto meglio riuscite nella storia dell'azienda, e nel 1983, della Fiat Uno, esemplare che ad oggi vanta, in tutte le sue varianti, il più grande numero di esemplari costruiti con oltre 8 milioni . Due modelli in grado di dare ulteriore spinta alla casa torinese e che rappresentano un successo senza pari. Oltre a Panda e Uno, però, gli anni vedono la nascita di altre vetture poi divenute storiche come la Croma, la Regata e la Tipo. Il 1990, invece, è l'anno della Tempra mentre nel 1993 tocca alla Punto che va a sostituire la Uno. Sono questi gli ultimi anni felici per la Fiat prima della grande crisi che arriva con il nuovo millennio e che porterà prima all'alleanza con General Motors, che verrà poi sciolta dopo cinque anni con entrambi i gruppi automobilistici in forte crisi, e poi quella decisamente più redditizia con Chrysler che permette all'azienda di assumere una dimensione ancora più internazionale e di rilanciarsi sul mercato arrivando fino ai giorni nostri. Una storia, quella della Fiat, fatta di salite e discese, di grandi periodi ma anche di scivolate pericolose; una storia che, a 120 anni dall'inizio, non ha ancora smesso di scrivere pagine importanti dell'automobilismo.