Tutor
in foto: Un portale di controllo del sistema Tutor.

Lo scorso 27 luglio, su 22 tratte autostradali, sono rientrati i funzione i Tutor, il sistema di rilevamento della velocità media, spenti dopo la sentenza con la quale la Corte d'Appello di Roma aveva dato ragione ad una piccola azienda di Greve in Chianti, che reclamava l'idea originaria riprodotta da Autostrade. Neanche il tempo di tornare in funzione che, a distanza di pochi giorni, la stessa azienda ha presentato due querele, una a Roma e l'altra a Milano, come riportato da Il Sole 24 Ore, contro gli amministratori delegati delle società Autostrade per l'Italia e Autostrade Tech, oltre che contro il coordinatore del comitato etico di Atlantia, società a cui fanno capo le due società Autostrade, in cui si chiede l'immediato sequestro dei sistemi SICVe-PM per la verifica del brevetto.

I nuovi Tutor non sarebbero differenti dai precedenti

Nei documenti presentati si pone il dubbio sull'effettiva novità rappresentata dal sistema SICVe-PM; gli illeciti ipotizzati sono la truffa aggravata ai danni dello Stato, la truffa semplice e il danno erariale. Il dubbio è che i nuovi Tutor non siano così differenti dai precedenti non presentando elementi di novità rispetto al vecchio funzionamento; il nuovo hardware del quali sono dotati, però, secondo Autostrade per l'Italia, non utilizza un sistema di riconoscimento della sola targa, ma aggiunge, oltre a una minore percentuale di errore, anche un algoritmo che individua l’intera vettura e ne riconosce il passaggio nella porta successiva, per poi far scattare la contravvenzione se la sua velocità media supera quella consentita. La vicenda è destinata a proseguire visto che nel novembre 2019 scadrà l'attuale brevetto e da quella data il suo utilizzo sarà liberalizzato; proprio per questo la società proprietaria del brevetto vorrebbe accelerare i tempi per giungere in fretta a una conclusione.