A volte il fuoco di un cerino può sembrare il sole che non hai; una frase che sembra calzare a pennello per la situazione di Sebastian Vettel che, in Cina, è riuscito a ritrovare la top 3 senza però vedere mai da vicino le due Mercedes. "Sono contento del podio; è un buon risultato ma non certo grandioso". Per quanto si sforzi di vedere il bicchiere mezzo pieno le parole del tedesco non riescono a nascondere l'amarezza, mista a consapevolezza, data dal fatto di sapere che per puntare al titolo non può certo bastare accontentarsi di essere il primo alle spalle dei grandi rivali. Shanghai, ancora una volta, si rivela indigesta per la Ferrari ma a preoccupare è proprio il suo pilota di punta, per stessa ammissione del team principal Mattia Binotto, che in questo 2019 non sembra essere partito con il piede giusto.

Sebastian Vettel dopo il GP della Cina – Getty images
in foto: Sebastian Vettel dopo il GP della Cina – Getty images

Un solo podio in 3 gare per il tedesco

Tre gare nel 2019, un solo podio; un bottino fin troppo magro per chi, come Sebastian Vettel e la Ferrari, avrebbero dovuto vivere un inizio anno nel segno del riscatto dopo il mondiale scorso perso malamente e con diversi errori sia da parte del pilota che del team. E invece, in questo avvio di campionato, il tedesco ha messo in fila il suo peggior avvio da quando guida per il team di Maranello. Purtroppo i freddi numeri non prendono in considerazione fattori importanti come il fatto di aver lottato ad armi pari – stando per molto tempo anche davanti – con Lewis Hamilton in Bahrain così come la sfortuna di vedere l'ala anteriore staccarsi in rettilineo, ma storia alla mano quello del quattro volte campione è, almeno per ora, il mondiale più avaro di soddisfazioni. Nel 2015, anno in cui sbarcò a Maranello, furono 3 su 3 i podi conquistati con la ciliegina sulla torta della vittoria in Malesia mentre nella stagione successiva, l'annus horribilis vissuto dalla Rossa che chiuse con zero vittorie, arrivarono un 3° e un 2° posto con la sfortunata parentesi del Bahrain in cui non prese proprio il via. Il 2017, poi, vide due vittorie e un 2° posto con lo scorso avvio scandito da due vittorie consecutive e un 8° posto in Cina causa Verstappen. Il saldo punti recita 37 in 3 gare e anche qui non c'è da sorridere visto che solo nel 2016 fece peggio – con 33 punti conquistati – ma è anche vero che prese parte a una gara in meno visto che si ritirò nel giro di formazione mentre andava ad allinearsi sulla terza casella dello schieramento.

Sebastian Vettel – LaPresse
in foto: Sebastian Vettel – LaPresse

Seb non sa più vincere

La vittoria manca come il pane al tedesco che non sembra più sapere come si fa: per ritrovare Vettel davanti a tutti bisogna scorrere indietro l'album dei ricordi fino al 26 agosto 2018, giorno del GP del Belgio, che lo vide chiudere in testa dopo un sorpasso tutto di motore sulla Mercedes del suo grande rivale. Da quel momento in poi è calato il buio con qualche lampo a rendere meno amara la notte ma mai abbastanza da far credere che il sole stesse per sorgere di nuovo: sommando la fine del campionato scorso e l'inizio di questo sono arrivate a 11 le gare consecutive senza vedere per primo la bandiera a scacchi, un giro del mondo di delusioni in otto mesi del quale il quattro volte campione del mondo avrebbe fatto volentieri a meno. Serve una scossa al tedesco, precipitato in un limbo da quale non sembra riuscire ad uscire: il terzo posto in Cina potrebbe essere la molla giusta per spiccare il volo, in fondo l'attuale campione del mondo, nel 2018, iniziò la sua rimonta proprio da Baku dove colse la prima vittoria dell'anno infilando una serie incredibile di successi. Vettel spera di fare lo stesso riuscendo così a far sorgere di nuovo il sole su una carriera splendente, ma che rischia di spegnersi troppo presto.

Sebastian Vettel festeggia la vittoria a Spa – Getty images
in foto: Sebastian Vettel festeggia la vittoria a Spa – Getty images