in foto: Valentino Rossi / Getty Images

Nuova grana per Valentino Rossi che, a pochi giorni dalla sentenza del Tar delle Marche in merito al ricorso dei vicini del Ranch, dovrà ora rispondere alla richiesta dagli ex custodi della sua villa, licenziati alla vigilia di Natale 2016. Secondo quanto appreso da Il Resto del Carlino, i due, Victor Untu e Jigan Zinaida, marito e moglie, 62 e 60 anni, dal 2006 custodi della grande villa con parco e piscina a Tavullia, erano stati licenziati in seguito alla decisione di mettere in vendita l’immobile con lo scioglimento della società Domus Mea – di cui Graziano Rossi è legale rappresentante –  che ne deteneva la proprietà, passata all’unico socio, cioè Valentino Rossi. Dopo un anno la dimora è ancora di proprietà del campione della MotoGP mentre la coppia si è rivolta alle vie legali  per trascinare Valentino e suo padre Graziano davanti al giudice del lavoro di Pesaro affinché gli vengano riconosciuti cinque anni di straordinari non percepiti e sei mesi di indennità risarcitoria. La richiesta presentata è calcolata su uno stipendio mensile di 2600 euro per Victor e 1600 euro per la moglie, compresivi di 13° e Tfr. La somma degli straordinari non pagati ammonterebbe a 89mila euro, per una richiesta totale di 114mila euro. L’udienza è fissata per il 12 gennaio.

Gli avvocati di Rossi: “Lavori mai richiesti”.

Ho chiesto al giudice di interrogare Valentino Rossi perché confermi di aver detto nel 2006, al signor Untu, di espletare tutto il lavoro necessario per il buon mantenimento e conservazione del complesso come se fosse casa sua. Chiediamo che il giudice condanni in solido i Rossi, padre e figlio, al pagamento di quanto spetta ai miei clienti, licenziati in maniera traumatica il 24 dicembre e il 27 dicembre del 2016" ha spiegato Mario Del Prete, avvocato della famiglia Untu. Di tutt’altra opinione i legali di Valentino Rossi che negano che gli ex custodi abbiano fatto straordinari per il principio che è il datore di lavoro a doverli richiedere, e Valentino non li ha mai pretesi visto che non c’era mai, e soprattutto contestano che i lavori di manutenzione a giardino e piscina siano stati fatti dai custodi. Per questo hanno depositato un lungo elenco di ditte e di fatture per i lavori svolti.