Sebastian Vettel festeggia la vittoria a Singapore nel 2015 – Getty images
in foto: Sebastian Vettel festeggia la vittoria a Singapore nel 2015 – Getty images

Tra pista e mercato la Formula 1 sta vivendo un periodo decisamente pieno: con l'annuncio della Ferrari, che ha ufficializzato l'arrivo di Leclerc al fianco di Sebastian Vettel per il 2019 e l'addio a Raikkonen, finito all'Alfa Romeo Sauber al posto del monegasco, la maggior parte delle tessere sono finite al proprio posto. Una scelta, quella della Rossa, arrivata prima del Gran Premio di Singapore, segnale evidente che nei pensieri della scuderia italiana, prima ancora di ciò che sarà l'assetto a partire dal prossimo campionato, è la stagione in corso con la rincorsa ai mondiali – sia piloti sia costruttori – che non è affatto conclusa.

Duello Vettel-Hamilton sulla pista della città-stato asiatica

Il campionato mondiale è ancora tutto da giocare e il Cavallino vuole sfruttare il turno di calendario sulla carta favorevole. La pista della città-stato asiatica, infatti, è da sempre favorevole alle vetture in rosso tanto con Vettel che ha dimostrato nel corso degli anni di avere un feeling particolare con il tracciato di Marina Bay: il tedesco, infatti, è il più vincente nella storia della gara, giunta alla sua undicesima edizione, con 4 successi, conquistati tra Red Bull e Ferrari. Un incentivo in più per cercare di rosicchiare punti a Lewis Hamilton accorciando il gap di 30 punti che attualmente separa i due nel mondiale piloti. Sarà proprio l'inglese il suo principale rivale alla vittoria; i due protagonisti del mondiale 2018, infatti, sono anche i due più vincenti con il britannico della Mercedes pronto a raggiungere il tedesco, in caso di vittoria, a quota 4 successi ma soprattutto a mettere in ghiaccio il titolo.

Red Bull e Mercedes prime tra i costruttori

Dovrà essere, per Vettel, la gara del riscatto, il punto da cui ripartire per lanciare l'assalto a un mondiale che si è terribilmente complicato dopo Monza; ad aiutare il pilota della Rossa potrebbe esserci anche la Red Bull, alleata suo malgrado del Cavallino. La scuderia di Milton Keynes, infatti, ha dimostrato di trovarsi a proprio agio sulle piste tortuose come Singapore e Montecarlo, dove non è la velocità a farla da padrona; a confermare questa tesi c'è la storia con le vetture del Toro capaci di trionfare in 3 occasioni proprio come le Mercedes mentre il Cavallino è fermo a 2 successi. Vincere, per la Ferrari, significherebbe raggiungere le due rivali nella classifica dei team più vincenti a Singapore, ma soprattutto accorciare le distanze dai rivali: due ottimi motivi per fare il massimo affinché le SF71H vedano la bandiera a scacchi prima delle altre.