Ancora una volta il GP del Giappone si dimostra un boccone amaro per la Ferrari: la scuderia italiana, che non vince a Suzuka dal 2004, sembrava potesse sfatare il tabù grazie al pole position conquistata da Sebastian Vettel e dalla seconda posizione di Charles Leclerc, ma a festeggiare sotto la bandiera a scacchi sono state ancora una volta le due Mercedes con il tedesco a negare almeno la doppietta alle Frecce d'argento senza però riuscire ad impedire la conquista del sesto titolo costruttori consecutivo.

Sebastian Vettel – Getty images
in foto: Sebastian Vettel – Getty images

Una gara buttata già in partenza con il quattro volte campione del mondo che è riuscito ad evitare per millimetri la falsa partenza, ma così facendo ha fatto sfilare Bottas che ne ha approfittato per andare a prendersi la prima posizione rendendo impossibile la rimonta del tedesco. Una mancanza di passo, quella della Ferrari, che in gara sta diventando cronica e che ha costretto Vettel ad accontentarsi della seconda posizione faticando nel finale per contenere Lewis Hamilton che lo incalzava alle spalle:

Le luci sono rimaste accese tanto tempo, ho commesso un errore e alla fine è andata peggio di una falsa partenza. E' stata una partenza pessima, le Mercedes erano davvero veloci in gara soprattutto verso la fine dello stint e Bottas volava. Sapevo che Lewis mi avrebbe raggiunto alla fine, ho cercato di contenerlo dove potevo, ha funzionato e sono riuscito ad arrivare secondo – ha ammesso a fine gara -. Non so avremmo vinto senza quella partenza, loro potevano giocare di strategia. Noi non siamo riusciti a minacciare chi era in testa, la mancanza di passo ha fatto si che il 2° posto potesse essere il massimo. Non sono contento della mia partenza, ma a parte quello la mia gara è stata buona; avrei preferito fare l'en-plein, ma pole e 2° posto non sono male. Peccato per Charles, non so cosa gli sia successo altrimenti forse avremmo avuto entrambe le macchine in lotta per il podio.

C'è tanta amarezza nelle parole del pilota tedesco, convinto di poter replicare lo splendido successo di Singapore e costretto a vedere i rivali della Mercedes festeggiare il loro sesto titolo costruttori consecutivo eguagliando la Ferrari del suo idolo Michael Schumacher. Una gara da dimenticare in fretta per il tedesco pronto a vivere un finale di stagione da protagonista per ribadire il ruolo di leader all'interno del Cavallino in vista di un 2020 che, sia per lui sia per la Rossa, dovrà essere di riscatto.