Volvo è da sempre in prima linea per la sicurezza su strada: nel 1959, infatti, fu proprio il costruttore svedese, oggi di proprietà della cinese Geely, ad inventare la cintura di sicurezza dimostrando un'attenzione particolare non solo a prestazioni e consumi, ma anche all'incolumità di tutti gli utenti della strada. Adesso, però, Volvo ha deciso di andare oltre annunciando che, dal 2020, le proprie autovetture saranno autolimitate ad una velocità massima di 180 km/h.

La velocità tra le prime cause di vittime stradali

Una scelta che per gli amanti dei motori può sembrare impopolare, ma alla quale in Volvo credono ciecamente e che aiuterà la casa a raggiungere l'ambizione traguardo di zero vittime al volante. I dati della NHTSA dicono del 25% di morti sulle strade statunitensi causato, solo nel 2017, da eccesso di velocità mentre in Europa l’obiettivo del legislatore è di dimezzare tra 2020 e 2030 la mortalità sulle strade. Non va certo meglio in Italia dove dal rapporto Aci-Istat 2017, si è registrato un incremento dei morti proprio su strade extraurbane e autostrade. Proprio per questo Volvo ha deciso di lanciare la propria rivoluzione prendendo spunto da una pratica molto diffusa in Giappone dove le case già limitano in maniera autonoma i propri veicoli.

Allo studio la possibilità di rallentare le auto vicino a scuole e ospedali

Ma c'è di più visto che tra i progetti del marchio non c'è solo quello di limitare la velocità dei propri veicoli a 180km/h, ma anche di sfruttare la tecnologia per rendere sempre più sicure le auto e anche i pedoni: gli ingegneri, infatti, stanno studiando una tecnologia di controllo intelligente della velocità che, sfruttando la geolocalizzazione del veicolo, potrebbe essere in futuro limitata in corrispondenza di scuole e ospedali. "Volvo è leader nella sicurezza, lo siamo sempre stati e lo saremo sempre. Dalle nostre ricerche, sappiamo quali sono le aree critiche quando si tratta di porre fine alle fatalità e ai feriti gravi sulle nostre auto. Pur non essendo, il limite di velocità, la cura definitiva, vale la pena introdurlo se possiamo salvare anche una sola vita" ha commentato il presidente Hakan Samuelsson.