Sebastian Vettel e Toto Wolff – LaPresse
in foto: Sebastian Vettel e Toto Wolff – LaPresse

La Mercedes vince anche in Canada portando a casa la settima vittoria in altrettante gare, ma a tenere banco è la penalità di 5 secondi inflitta a Sebastian Vettel, colpevole di aver chiuso la porta in faccia a Lewis Hamilton dopo un'uscita di pista alla chicane, che ha di fatto consegnato il GP al britannico della Mercedes.

Una decisione, quella dei commissari, che ha mandato su tutte le furie il tedesco della Ferrari: il quattro volte campione del mondo, infatti, si è giustificato dicendo che non avrebbe potuto fare altro e che la sua manovra non era assolutamente intenzionale ma dettata dalle circostanze. Nel convulso dopogara anche Toto Wolff ha provato a dare la sua versione sull'episodio che ha deciso la gara:

Questa situazione è difficile. C'è una regola che dice che si deve lasciare una macchina di spazio, ma anche noi vogliamo vedere gare dure. Per la Mercedes la regola è così e la penalizzazione va bene, ma se fossi un tifoso italiano e della Ferrari la vedrei in maniera opposta. C’è molta discussione, come nel calcio,  e per questo non c’è una parte che ha ragione al 100% – ha confessato ai microfoni di Sky -. Capisco la frustrazione di Sebastian. Ha vinto la gara in pista e l’ha persa con una penalità. Ci sono decisioni a tuo favore e contrarie. Anche a me piace la lotta in pista, ma allora dobbiamo cambiare le regole. Oggi c’è una situazione che non piace ai ferraristi ed è ok per quelli della Mercedes, magari la prossima volta sarà diversa. È una situazione di gara e le regole sono molto difficili da interpretare. Oggi abbiamo gli steward più professionali possibili. Sono persone con molta esperienza, con successi enormi nel motorsport.

Secondo Wolff, quindi, la penalità può starci perché effettivamente Vettel non ha lasciato spazio a Hamilton dopo aver tagliato la chicane, ma ammette che una decisione a parti inverse non lo avrebbe reso così felice. Un caso limite quello capitato in Canada che divide il mondo della Formula 1 e che continuerà, probabilmente, a farlo ancora per molto tempo.