Bilancio dolce e amaro per Alex Zanardi che nonostante le tante difficoltà di una gara segnata da una serie di problemi lascia Daytona soddisfatto dell’incredibile esperienza avuta alla 24 Ore.

Zanardi: “Daytona come una fiaba”

Il campione bolognese ha condiviso con Jesse Krohn, John Edwards e Chaz Mostert la M8 GTE numero 24, chiudendo al nono posto, a 18 giri dalla vettura gemella che ha vinto la gara della classe GTLM, rallentata da un problema avuto al primo pit-stop, quando toccava proprio a Zanardi salire a bordo ma, dopo aver infilato il volante con i comandi modificati per permettergli di guidare senza protesi, non era riuscito subito a ripartire. Un problema che si era ripresentato al cambio successivo e che ha fatto perdere minuti importanti dal leader della corsa in una situazione poi aggravata da una foratura quando al volante c’era Krohn, messo fine a ogni ambizione in termini di classifica finale.

Una gara incredibilmente intensa, vinta da BMW. Sono felice – ha detto Alex Zanardi – . Dopotutto, faccio parte del team, quindi mi sento un po' come un vincitore. Congratulazioni ai ragazzi. In particolare ad Augusto – Farfus, pilota della BMW numero 25 che ha vinto in classe GTLM, ndr –  che ha fatto un lavoro incredibile.

Da un punto di vista sportivo, non abbiamo raggiunto i nostri obiettivi con l’auto numero 24. Mi sento incredibilmente dispiaciuto per tutti coloro che hanno lavorato così duramente a questo progetto, sia a Monaco che qui negli Stati Uniti. Abbiamo davvero testato innumerevoli scenari possibili durante la corsa verso la gara, ma durante il primo pit-stop si è verificato un imprevisto. Questo è il motorsport, dobbiamo solo accettarlo”.

In ogni caso, una grandissima avventura da cui Zanardi che porta a casa tante emozioni diverse: “La mia presenza qui a Daytona, con il grande supporto di fan, colleghi e avversari, è stato come una fiaba. Sono emozioni che andranno certamente nel libro dei ricordi più belli. Vorrei ringraziare la BMW Motorsport e il BMW Team RLL per una delle migliori esperienze della mia vita”.