L'eterna lotta tra automobilisti e autovelox si arricchisce di un nuovo capitolo: la Corte di Cassazione, con l'ordinanza numero 12309/19 della VI Sezione civile, ha stabilito che se il decreto prefettizio che autorizza il posizionamento dell'apparecchio elettronico di controllo prevede la sua installazione sul senso di marcia opposto a quello in cui viene effettivamente sistemato la multa elevata con l'apparecchio elettronico può essere impugnata dall'automobilista con buone possibilità di vedersi annullata la contravvenzione.

Gli autovelox devono essere installati nel senso di marcia indicato dal prefetto

I giudici della Corte, infatti, confermando un precedente orientamento espresso nell'ordinanza numero 23726 del 2018, hanno sottolineato come non sia obbligatoria l'indicazione nel decreto prefettizio del lato della carreggiata in cui deve essere sistemato l'autovelox (ai sensi dell'articolo 4, comma 4 del d.l. n.121/2002) ma qualora sia prevista questa va rispettata in quanto il verbale in questione sarà affetto da illegittimità derivata rendendolo praticamente nullo. Nel caso in questione l'automobilista multato aveva inoltrato un ricorso per una multa elevata su una strada del Comune di Macchia d'Isernia vincendo sia davanti al Giudice di pace sia al Tribunale d'Isernia proprio perché multa era stata elevata con un autovelox posizionato sul lato destro della carreggiata, anziché sul sinistro, come previsto dal decreto prefettizio.

Spetta dunque al prefetto indicare le strade o i tratti di strada in cui possono essere installati dispositivi di controllo della velocità pur senza specificare il senso di marcia; qualora, però, nel decreto sia contenuta questa informazione la Pubblica Amministrazione è tenuta a rispettarla altrimenti ogni multa elevata con un apparecchio che non rispetti il lato indicato potrà elevare multe, ma queste potranno essere impugnate dagli automobilisti con ragionevole possibilità che le loro rimostranze vengano accolte.