Come previsto, quella di ieri è stata una lunga giornata nella sede svizzera della FIM, a Mies, sul lago di Ginevra, dove la Corte di Appello della Federazione ha raccolto tutte le memorie tecniche e le deposizioni della Ducati e delle altre quattro Case avversarie, Aprilia, Honda, Suzuki e KTM, che hanno contestato l’utilizzo da parte di Borgo Panigale dell’appendice al forcellone delle GP19 di Andrea Dovizioso, Danilo Petrucci e Jack Miller. L’udienza, iniziata alle 11 e conclusa verso le 17:30, ha visto tutte le parti coinvolte esporre le proprie tesi a favore o contro il particolare che, per la Ducati, ha la funzione principale di raffreddare la gomma posteriore convogliando un flusso d’aria verso lo pneumatico. Gli altri costruttori – tutti eccetto la Yamaha che nell’ultima gara della passata stagione a Valencia aveva utilizzato un particolare simile sul bagnato – ritengono invece che il dispositivo fornisca un importante carico aerodinamico e di conseguenza sia irregolare perché vietato dal regolamento tecnico.

“Appendice ok ma approvata in 15 minuti”

Oltre alle parti in causa, la Corte d’Appello ha ascoltato anche Danny Aldridge, il direttore tecnico della MotoGp che ha dato l’ok all’utilizzo del deflettore alla Ducati. Aldridge, che nel campionato è il solo a giudicare la regolarità delle moto alle specifiche tecniche, in collegamento via Skype ha ribadito la sua approvazione alla soluzione tecnica ma, secondo quanto appreso da Gazzetta dello Sport, durante la sua deposizione è parso più volte in difficoltà quando è stato incalzato sui modi e sui tempi dell’esame. “Una quindicina di minuti nel garage Ducati”. La Ducati, invece, ha chiarito che il triplano situato all’interno dell’appendice è in grado di generare un effetto aerodinamico ma che questa funzione è secondaria rispetto a quella principale di convogliare un flusso d’aria per garantire il raffreddamento e ottimizzare la prestazione della gomma.

Andrea Dovizioso durante il GP del Qatar / Getty
in foto: Andrea Dovizioso durante il GP del Qatar / Getty

La decisione finale è attesa nei primi giorni della prossima settimana, dunque prima della gara in Argentina, molto probabilmente tra lunedì e martedì, con l’intenzione di evitare alla Ducati il dilemma sull’utilizzo del deflettore al Termas de Rio Hondo. Ad ogni modo, la sensazione è che difficilmente il particolare verrà dichiarato regolare ma nessuno dei quattro costruttori firmatari dell’appello ha chiesto che il risultato del Gp del Qatar venga cambiato, assegnando a tavolino la vittoria a Marc Marquez e alla Honda.