Come previsto, la Corte di Appello della FIM non prenderà una decisione sull’appendice Ducati entro questa sera, ma il verdetto è atteso tra lunedì e martedì. Queste le prime informazioni che arrivano dalla sede svizzera della Fim, a Mies, dove i giudici del Tribunale federale – il presidente indiano Anand Sashidharan, lo svedese Lars Nilsson e il finlandese Sakari Vuorensola – hanno ascoltato i rappresentanti delle squadre coinvolte nel reclamo (Massimo Rivola per l’Aprilia, Alberto Puig per la Honda, Davide Brivio per la Suzuki, Mike Leitner per la Ktm). A difendere la posizione della Ducati, il direttore generale del Reparto corse Gigi Dall'Igna e Fabiano Sterlacchini, il tecnico di pista che già in Qatar aveva provato a chiarire i dubbi degli Steward del campionato. I lavori sono iniziati questa mattina alle 11 e sono state necessarie quattro ore per raccogliere analizzare le memorie tecniche e ascoltare tutti i pareri prima di poter prendere una decisione.

L’appendice Ducati contestata da Aprilia, Honda, Suzuki e KTM /
in foto: L’appendice Ducati contestata da Aprilia, Honda, Suzuki e KTM /

La decisione attesa tra lunedì e martedì

Il verdetto finale, ha assicurato la FIM, verrà emesso prima del GP d’Argentina in programma il prossimo fine settimana al Texas de Rio Hondo. Le prime indiscrezioni indicano le giornate di lunedì 24 o martedì 25 come le date di pubblicazione della sentenza. Bisognerà quindi attendere ancora qualche giorno prima di vedere risolta la questione che tiene in sospeso il risultato del Gp del Qatar ma soprattutto la vittoria di Andrea Dovizioso, messa sub-judice dal reclamo inoltrato per ben due volte dalle altre squadre, ad eccezione della Yamaha che a Valencia, sul bagnato, aveva utilizzato una soluzione simile. Sia la Ducati che i quattro team avranno la possibilità di ricorrere alla Corte di Arbitrato di Losanna (Cas) o alla giustizia ordinaria. Una vicenda che in ogni caso segna i rapporti tra le squadre e l’intero sistema MotoGP che fino al Qatar aveva sempre discusso le questioni tecniche all’interno dell’Associazione dei Costruttori (MSMA) e con il direttore tecnico Danny Aldridge, trovando una soluzione. “Nel presentare la difesa abbiamo dovuto svelare parte dei nostri segreti in un’area che i nostri rivali avevano trascurato – ha spiegato Dall’Igna.