E' un silenzio assordante quello che circonda Michael Schumacher: sono passati ormai quattro anni da quando il pilota più vincente della storia della Formula 1 vide cambiare radicalmente la propria vita. Il tedesco era in vacanza sulle nevi di Meribel con la famiglia quando, mentre era impegnato in una discesa sugli sci, avvenne il tragico indicente: a mettersi sulla sua strada una roccia sulla quale il sette volte campione del mondo andò a sbattere la testa in seguito alla caduta. Da quel momento in poi è iniziata una lotta interminabile per l'ex pilota della Ferrari, costretto ancora oggi a combattere per riprendersi dalle conseguenze di quella caduta.

Le cure e il rispetto della privacy.

Immediatamente trasportato all'ospedale di Grenoble, i medici descrissero la situazione come molto complicata tanto da sottoporlo ad operazione neurochirurgica per il grave trauma cranico subito e per un'emorragia cerebrale inducendo poi il coma farmacologico. Poi l'uscita dal coma e il trasferimento in una struttura privata per essere trasportato, a settembre 2014, nella sua residenza privata di Gand dove un'equipe di medici lo segue 24 ore su 24 ore. Un percorso riabilitativo lentissimo quello di Schumacher, sempre protetto dalla propria famiglia che, in questi anni, ha limitato al massimo le comunicazioni con l'esterno. Cure, quelle al quale viene sottoposto il campione tedesco, che secondo la stampa inglese, risultano costosissime e che ammonterebbero a circa 10 milioni di euro l'anno. Frammentarie le notizie riguardanti il suo stato di salute: la sua portavoce, Sabine Kehm, ha sempre ribadito come la salute del campione "non sia di dominio pubblico" trincerandosi dietro il silenzio per rispettare la famiglia.

Quattro anni e pochi progressi non confermati.

Sono pochissimi coloro che conoscono le reali condizioni del sette volte campione del mondo: l'ultima notizia riguardo lo stato di salute di Schumacher è relativa al 2016 quando, in aula per il processo contro la rivista tedesca Bunte che aveva pubblicato un articolo in cui sosteneva che l'ex pilota avesse ripreso a camminare, il suo avvocato Felix Damm, ribadì come il tedesco non fosse in grado di sorreggersi con le proprie gambe. Da quel momento in poi solo speculazioni e indiscrezioni, mai confermate dalla famiglia. Dalla speranza di un trasferimento in una clinica specializzata del Texas alla ricerca di un miracolo fino alla costruzione di una piccola casa vicino alla proprietà del Lago di Ginevra piena di attrezzature mediche, come riportato dall'Equipe, che però non aggiungono informazioni sul reale stato di salute di Schumacher.

in foto: Michael Schumacher negli anni in Ferrari / Getty

Il tedesco continua a lottare per riprendersi.

Gli amici più fidati, come ad esempio Ross Brawn o Jean Todt, che vanno spesso a visitare il campione tedesco, sono gli unici a conoscere realmente lo stato di salute del campione. Proprio il presidente della Fia, in occasione dell'inaugurazione della Hall of Fame, ha voluto ricordarlo aggiungendo come "continui a lottare per riprendersi". Un messaggio di speranza quello del francese che, come tutti gli sportivi, continua a pregare affinché il sette volte campione del mondo di Formula 1 possa riprendersi dal suo incidente. Tantissimi i messaggi di incoraggiamento che il mondo del motorsport, e non solo, ha inviato a Schumacher: anche il campione del mondo Lewis Hamilton ha voluto dedicare un pensiero all'ex Ferrari, rimasto nel cuore di tutti gli appassionati. La sua lotta continua, sorretta ogni giorno dall'affetto dei propri familiari e dagli amici di sempre: il sogno di tutti è che un giorno Michael Schumacher possa tornare a mostrarsi in pubblico ricevendo finalmente l'abbraccio dei suoi tifosi che lo aspettano da quel maledetto 29 dicembre 2013, quando la sua vita cambiò per sempre.