L'eco dello scandalo Dieselgate continua a farsi sentire e stavolta è Porsche ad essere costretta a pagare per la vicenda che ha riguardato i motori diesel: il marchio di vetture sportive del gruppo Volkswagen, infatti, ha accettato di pagare una multa di 535 milioni di euro in Germania per la manomissione dei test sulle emissioni contestato al colosso tedesco dell'automotive.

I manager Porche accusati di negligenza nel controllo qualità

Una vicenda, quella legata alla violazione delle norme sulle emissioni di gas di scarico, che ha coinvolto anche Porsche: la casa tedesca non sviluppa direttamente i propri motori ma i suoi manager, stando all'accusa, non hanno supervisionato accuratamente il loro uso nei veicoli così come nel controllo dell’utilizzo dei motori incriminati sulle proprie vetture rendendosi colpevoli di negligenza nel controllo di qualità. La procura ha dichiarato che il dipartimento di sviluppo dell’azienda ha trascurato i suoi obblighi legali facendo così scattare la multa di 535 milioni di euro che sarà pagata senza ricorrere in appello, mettendo fine alla spinosa vicenda così come reso noto dall'ufficio del procuratore di Stoccarda.

La multa inflitta a Porsche si aggiunge al lungo filone di sanzioni che hanno riguardato i marchi del colosso dell'automotive tedesco: già Volkswagen, infatti, era stata costretta al pagamento di 1 miliardo di euro mentre una ulteriore sanzione da 800 milioni era stata inflitta ad Audi, comminate rispettivamente a Braunschweig e Monaco di Baviera. Quello legato a Porsche, per ora, è l'ultimo capitolo di una vicenda costato al gruppo un totale di circa 30 miliardi di euro in sanzioni inflitte per lo scandalo sui motori diesel che hanno violato le norme sulle emissioni di gas di scarico a partire dal 2009 ed uscito allo scoperto nel 2015. Un conto salatissimo per Volkswagen che sta cercando di tirarsi fuori dalle sabbie mobili delle sanzioni.