Un anno fa, al Mugello, Jorge Lorenzo vinceva per la prima volta con la Ducati. Un risultato arrivato troppo tardi, visto che nelle settimane precedenti i vertici della Ducati, con l’amministratore delegato Claudio Domenicali, avevano già deciso di non rinnovare il suo contratto in scadenza, preferendo promuovere Danilo Petrucci nel team ufficiale. Motivo per cui, sempre al Mugello, Lorenzo si era accordato con la Honda e, qualche giorno più tardi, aveva annunciato il suo biennale con la Casa dell’Ala Dorata.

Domenicali: “Con frasi come quella sul casco…”

Un anno dopo, sempre al Mugello, Lorenzo ha chiuso 13° al traguardo, confermando grandi difficoltà di adattamento alla RC213V. Con l’11° posto di Le Mans come miglior risultato in sei gare disputate con la Honda, il maiorchino è 14° in classifica piloti lontano quasi 100 punti dal compagno di squadra e leader del campionato Marc Marquez. Una situazione difficile, per cui all’indomani della tappa italiana del Mondiale, Lorenzo è volato in Giappone, dove saranno direttamente gli ingegneri della Casa di Tokyo ad aiutarlo risolvere i problemi di ergonomia sulla moto.

A parlare di Lorenzo, proprio Domenicali, che a Marca ha espresso il suo punto di vista sul brutto momento del  maiorchino. “Sono molto triste, arrabbiato, perché credo che Jorge sia un ragazzo eccezionale. Credo che lo abbiamo lasciato troppo solo. Credo che cose come quella che ha scritto dietro al casco non gli facciano bene, perché così si crea un sacco di nemici e non ne ha bisogno” ha osservato Domenicali riferendosi alla frase “Non sono un grande pilota, ma un grande campione”, la risposta che Lorenzo gli aveva riservato dopo le giustificazioni al suo mancato rinnovo. Lorenzo è un bravo ragazzo, ma è molto solo – aggiunge il manager italiano – e questo mi dispiace perché è molto veloce. Solo i tempi non hanno funzionato con noi, l’anno scorso dal Mugello in poi, era molto forte, avrebbe potuto vincere quasi tutte le gare. Per questo mi dispiace per lui, sinceramente”.