Non è una novità che negli ultimi anni il DTM sia al lavoro per garantire una line-up di piloti ospiti “interessante”. L’anno scorso era stato Alex Zanardi a partecipare alla gara DTM di Misano con la BMW, mentre quest’anno sarà Andrea Dovizioso a cimentarsi al volante di un’Audi. Un’operazione con cui l’organizzazione del campionato spera di attirare l’attenzione degli appassionati ma che pare non sia stata la sola mossa prevista per la tappa italiana. L’ex pilota di F1 e responsabile del DTM, Gerhard Berger, ha infatti rivelato di aver provato ad attirare anche Valentino Rossi. “Ci abbiamo provato, devo essere sincero. Il mio sogno era avere Valentino su una BMW e Dovizioso su un’Audi – l’ammissione di Berger in un’intervista a Motorsport.com – . Per adesso abbiamo realizzato mezzo sogno”.

Il DTM accarezzava dunque l’idea di avere entrambi i piloti italiani al via della terza tappa del campionato turismo tedesco ma, diversamente da Dovizioso – la cui partecipazione è stata favorita anche dal fatto che Audi è uno dei marchi del gruppo Volkswagen di cui fa parte anche la Ducati – pare che il contratto che lega Valentino alla Yamaha abbia impedito al pesarese di cogliere questa opportunità. “Magari l’anno prossimo…” ha aggiunto Berger con un sorriso. Già in passato Berger aveva espresso il desiderio di avere Rossi nel DTM: “Lo metterei io stesso in macchina, potendo. Sarebbe ottimo per il campionato anche se non è facilissimo”.

Per adesso Rossi resta concentrato sul lavoro con la Yamaha in MotoGP ma per i tifosi delle auto c’è comunque la speranza di vederlo sulle quattro ruote, come dimostrato dalle sue tante partecipazioni al Monza Rally Show. Non ancora confermata la sua presenza nel 2019 ma la kermesse brianzola è ormai un appuntamento immancabile per il Dottore. “Mi piacerebbe tornare a sfidare Dovizioso” aveva ammesso alla vigilia dell’ultima edizione, forte di una Ford Fiesta WRC Plus, una vettura più potente di quelle dei rivali. Una scelta, quella del pesarese, che lo scorso anno fece storcere il naso anche a un altro nove volte iridato, Tony Cairoli, che riuscì comunque a trionfare nel Master Show finale. Quella nel DTM, invece, sarebbe stata una sfida ad armi pari…