L’ecotassa inserita nella Legge di Bilancio e approvata dalla Camera, così come impostata, rischia di tradursi in un “serio fattore di destabilizzazione” per il settore dell’auto. Secondo le stime di Anfia, Federauto e Unrae, l’introduzione di qualsivoglia forma di “malus” sull’acquisto di un’auto nuova in base alle emissioni di CO2 si tradurrebbe in una diminuzione delle vendite di auto nuove nel 2019 stimata tra l'8 ed il 12% rispetto alla chiusura del corrente anno – che già evidenzia un pesante rallentamento ‐ con una conseguente perdita di gettito per l’Erario per mancati incassi da IVA e IPT stimabile in una cifra superiore a mezzo miliardo di euro.

Ecotassa, dall’8 al 12% di vendite in meno

Numeri che sono stati presentati nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri al Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Ministro Luigi Di Maio, gli operatori e le Associazioni del settore automobilistico e, in seguito al quale, l’ecotassa potrebbe essere ridimensionata al Senato, eliminando al tempo stesso l’incentivo sulle auto ibride e a metano, e lasciando solo quello riservato ad auto elettriche e ibride plug-in. Pur esprimendo “grande apprezzamento per la posizione espressa dal Ministro riguardo la volontà di non introdurre alcuna ulteriore forma di tassazione a danno degli automobilisti italiani”, le Associazioni hanno ribadito “la loro netta opposizione all’attuale proposta contenuta nella manovra finanziaria approvata dalla Camera dei Deputati, richiedendo al Ministro dello Sviluppo Economico un supplemento di riflessione per indirizzare la politica nazionale verso la mobilità a basse emissioni sostenendo anche l’infrastrutturazione con una più capillare diffusione delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, magari con la formula del credito d'imposta ampiamente utilizzato dalle famiglie italiane nel settore delle ristrutturazioni edilizie”.

Fca: “Se approvata rivedremo il piano industriale”

Una dura presa di posizione è arrivata dal responsabile delle attività europee di Fca, Pietro Gorlier, in una lettera al Presidente del Consiglio regionale del Piemonte Nino Boeti. “Fca ha partecipato al tavolo sul settore convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico dove, insieme alla maggior parte degli operatori del settore, ha evidenziato il significativo impatto sul mercato delle misure proposte. Al momento non abbiamo ancora visibilità su quale sarà lo scenario normativo nei prossimi anni”. Una situazione di incertezza che mette a rischio il piano industriale appena annunciato dal Gruppo per l’Italia. “Negli ultimi giorni lo scenario è stato significativamente modificato da interventi sul mercato dell'auto in discussione all'interno della legge di Bilancio, che a nostro avviso alterano l’intero quadro d’azione all'interno del quale il piano per l'Italia era stato delineato. Il nostro piano industriale è basato sulle più aggiornate previsioni di mercato e sull'attuale impianto normativo e regolatorio del settore”.

Gli investimenti, più di 5 miliardi di euro per il lancio di nuovi tredici modelli o restyling di esistenti nonché nuove motorizzazioni con impiego diffuso di tecnologia ibrida e elettrica, riguardano da vicino il territorio piemontese con “la produzione della futura Fiat 500 Elettrica e il rinnovamento dei modelli Maserati Levante, Quattroporte e Ghibli a Mirafiori”. Un piano, osserva ancora Gorlier, che “riteniamo garantirà progressivamente il raggiungimento della piena occupazione. Ma questo sistema di bonus-malus inciderà significativamente sulla dinamica del mercato, in una fase di transizione del settore estremamente delicata, modificando le assunzioni alla base del nostro piano industriale. Se tale intervento fosse confermato fin dal 2019, si renderà necessario un esame approfondito dell'impatto della manovra e un relativo aggiornamento del piano”.

Dura anche la reazione del Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: “Ciò che davvero inquieta è lo scenario indicato nella lettera di Fca, uno scenario di incertezza per l'intero settore dell'auto che riguarda in ultima istanza i consumatori. Inquieta questa non certezza delle politiche del governo in un settore strategico per il Piemonte e per l'Italia. Una situazione che potrebbe costringere FCA a rivedere gli impegni presentati ai sindacati, che non risolvevano i problemi ma indicavano una strada positiva. Così, all'incertezza sulla Tav, si aggiunge l'incertezza nel settore automotive”.