Il GP del Bahrain ha ridato la certezza della competitività Ferrari, ma il risultato ha lasciato l'amaro in bocca a tutti i tifosi del Cavallino: dopo la pole position conquistata da Charles Leclerc, impreziosita dal secondo posto di Sebastian Vettel che aveva colorato di rosso l'intera prima fila, in gara i problemi hanno frenato le SF90 con il tedesco a girarsi nel duello con Hamilton perdendo l'ala anteriore e il giovane monegasco ad essere tradito da un cilindro del motore mentre era in testa subendo il sorpasso da entrambe le Mercedes e chiudendo solo 3°.

John Elkann – LaPresse
in foto: John Elkann – LaPresse

Il presidente ribadisce le ambizioni Ferrari

Una gara dai due volti per la Rossa che non può certo soddisfare il team di Maranello, partito per il Bahrain con la ferma intenzione di accorciare il gap dalle Frecce d'argento e costretto ora a vedere la forbice, nel mondiale costruttori, allargarsi ancora di più. L'obiettivo, in casa Ferrari, rimane sempre la vittoria del campionato e a ribadirlo ci ha pensato il presidente John Elkann.

La Ferrari ha vissuto la stagione migliore degli ultimi 10 anni anche se non è stato sufficiente a vincere il campionato. Enzo Ferrari era stato molto chiaro, quando disse nessuno ricorda chi arriva secondo, io certamente no. Questo pensiero continuerà a definire il livello delle nostre ambizioni sportive – ha sottolineato il numero uno del Cavallino nelle lettera agli azionisti di Exor –. Camilleri? Gli sono molto grato per aver accettato il ruolo di amministratore delegato. Lui porta in Ferrari grande esperienza e capacità di giudizio: insieme alla sua squadra, ha lavorato duro per preparare un piano ambizioso che rafforza la linea prodotti con 15 nuovi modelli.

L'obiettivo dichiarato a inizio stagione di mettere le mani sul titolo interrompendo così il digiuno Ferrari che dura dal 2008 – anno in cui Kimi Raikkonen e Felipe Massa conquistarono il mondiale costruttori – è sempre vivo, nonostante le prime due gare non abbiano portato i risultati sperati; John Elkann ci ha tenuto a precisarlo ancora una volta ribadendo come, a Maranello, l'unica cosa che conta è la vittoria: sarà compito del team principal Mattia Binotto e dei piloti trasformare quello che per ora è solo un obiettivo in realtà mettendo così fine allo strapotere Mercedes.