Leclerc durante il GP del Bahrain – LaPresse
in foto: Leclerc durante il GP del Bahrain – LaPresse

La Ferrari si lecca le ferite dopo il GP del Bahrain: quella che doveva essere la gara della riscossa, la probabile doppietta – soprattutto dopo la prima fila conquistata in qualifica – con la quale rispondere alla Mercedes, si è trasformata nella corsa dei rimpianti sia per il testacoda di Vettel, finito di traverso nel duello ruota a ruota con Hamilton e poi costretto alla sosta forzata per la perdita dell'alettone anteriore, sia per il problema che ha impedito a Charles Leclerc di conquistare una meritatissima vittoria.

Un cilindro del motore a negare la vittoria a Leclerc

Proprio l'inconveniente tecnico capitato al monegasco è stato l'apice del fallimento Ferrari; Leclerc, infatti, era saldamente in testa alla gara quando a tradirlo è stata la power unit della sua SF90 costringendolo a giocare in difesa accontentandosi di un 3° posto amarissimo. All'inizio si era pensato a un problema sulla MGU-H – la parte ibrida del motore -, ma è stato il team principal Mattia Binotto a svelare la causa del problema accusato dal giovane pilota della Ferrari.

Stiamo controllando il motore, ma non abbiamo ancora una spiegazione chiara su cosa sia successo. Abbiamo avuto un problema di combustione in un cilindro, ma le cause devono essere ancora capite. Tornerà a Maranello per attente verifiche, perché quando accade qualcosa di simile devi prendere il tuo tempo ed effettuare i controlli con attenzione. Era ancora in grado di girare a fine gara, può girare ancora – ha commentato il team principal ai cronisti presenti -. Non c’era niente che non andasse con l'MGU-H. In quel caso provi a modificare il recupero d'energia su ogni mappatura, provi a capire se c’è un modo per migliorare le cose. Non è stato questo il caso e oggi abbiamo dovuto gestire la corsa. È stata una decisione coraggiosa continuare a correre in quelle condizioni ma alla fine è arrivato un terzo posto che era importante, perciò è stata la giusta decisione.

La power unit utilizzata da Leclerc in Bahrain, quindi, tornerà ora in fabbrica a Maranello per verificare che non abbia subito danni irreparabili e se le verifiche del caso daranno riscontro positivo sarà utilizzata anche in Cina; in caso contrario, invece, ci sarebbe già un problema per la Ferrari costretta a sostituire il motore sacrificando una delle 3 unità disponibili per squadra a stagione senza andare in penalità; alla quarta, infatti, scatta automaticamente la retrocessione in griglia, una eventualità che dalle parti di Maranello non vogliono neanche considerare dopo appena due gare del mondiale 2019.