Archiviata l’ultima gara al volante della Red Bull ad Abu Dhabi, per Daniel Ricciardo è tempo di saluti ufficiali. Il pilota australiano che, dopo il Gp d’Ungheria, ha sorpreso tutti, scegliendo di non rinnovare il suo contratto con la scuderia anglo austriaca per cedere alla corte della Renault di cui difenderà i colori per le prossime due stagioni, 2019 e 2020, ha raggiunto la sede inglese della Red Bull, a Milton Keynes, per la sua ultima visita alla squadra.

Ricciardo saluta la Red Bull

La giornata di Ricciardo è iniziata all’insegna dello show, driftando in bici lungo i corridoi della sede insieme a Max Verstappen, per poi proseguire con una sessione di autografi e l’evento principale, il momento dei saluti, con la proiezione di un video con gli highlights delle migliori gare del pilota australiano nelle sei stagioni trascorse con la squadra. Un addio che ha riassunto il percorso sportivo e umano che Ricciardo ha condiviso con il team. “È bello vedere questo affetto – ha detto Ricciardo, invitato a parlare sul palco dal team principal Christian Horner e a rivelare il significato di alcune delle sue frasi più bizzarre come “Holy testicle Tuesday!” (citazione dal film di Jim Carrey, Ace Ventura) piuttosto che “Trippin’ major nutsack”, un’espressione colloquiale per dire che una persona è così felice da non starci con la testa. Conoscendo la passione di Ricciardo per il motocross, la Red Bull ha inoltre pensato di fargli un regalo speciale, una KTM 350 SXF, consegnata direttamente dal britannico e pluricampione di trial Dougie Lampkin.

In occasione dell’ultimo Gp allo Yas Marina, Ricciardo ha modificato la grafica del disegno posto nella parte posteriore del suo casco, aggiungendo due ali al tasso del miele, il suo animale portafortuna e al quale spesso si paragona. “Le ali sono un omaggio alla Red Bull ma anche un segnale del mio addio al team – ha spiegato – . Ho pensato che sarebbe stato un bel gesto per ringraziare la squadra per i bei momenti trascorsi insieme. Sto solamente iniziando un nuovo capitolo della mia carriera, non è un ritiro. Se fossi a fine carriera sarebbe diverso. Mi sto solo trasferendo alla porta accanto… anche se tutto questo mi ha fatto capire che non sono ancora pronto a ritirarmi” ha concluso il futuro pilota Renault. Diversamente da altri colleghi che hanno avuto la possibilità di girare in ottica 2019 nei test post Gp ad Abu Dhabi, Ricciardo non ha potuto prendere confidenza con la nuova monoposto dal momento che, proprio la Red Bull, ha posto il veto alla sua partecipazione al test con la casa francese.