Mick Schumacher
in foto: Mick Schumacher

Serviva una scossa per rimettere in carreggiata una stagione che, a causa di un digiuno di punti che durava da 7 gare, rischiava di diventare una delusione: Mick Schumacher, dopo il problema tecnico in Gara-1 che lo aveva fermato nel giro di formazione, in Gara-2 in Austria ha dimostrato ancora una volta di avere talento da vendere, ma soprattutto di accendersi nella seconda parte di stagione, proprio come fece nel 2018 quando, dalla vittoria di Spa-Francorchamps, mise in scena una clamorosa rimonta su Ticktum che lo portò a conquistare il titolo di Formula 3.

Il tedesco sfiora il podio in Austria

Stavolta il tedesco del team Prema, sul tracciato austriaco, ha messo in scena una rimonta clamorosa che solo per pochi metri non lo ha portato sul podio: il giovane figlio d'arte, infatti, scattato dalla 18esima posizione, ha iniziato subito a spingere recuperando posizioni su posizioni fino ad avvicinare la top ten dopo appena un giro. Una gara accorta quella di Mick Schumacher, ma anche d'attacco con il tedesco a gestire in maniera perfetta sia il consumo gomme sia le situazioni a lui favorevoli come il contatto tra Hubert e Aitken o la safety car, entrata a pochi giri dalla fine per l'incidente a Deletraz, finito contro le barriere. Dopo il rientro ai box della vettura di sicurezza, poi, Schumacher ha tentato l'assalto al podio con il duello spettacolare contro De Vries con l'olandese a spuntarla per pochi metri.

Un quarto posto che spazza via le nubi che si stavano addensando all'orizzonte: tante le critiche che erano piovute addosso al tedesco in queste ultime gare dimenticando come, per il figlio del sette volte campione del mondo di Formula 1, fosse solo la prima metà di stagione in una categoria complicata come la Formula 2. Adesso Mick Schumacher, grazie al 4° posto conquistato in Austria, è risalito al 13° posto con 22 punti all'attivo: il percorso di crescita del tedesco è appena iniziato e, proprio come in Formula 3 la passata stagione, la seconda metà dell'anno potrebbe essere il punto di svolta non solo del mondiale, ma forse di una intera carriera.