Lo stemma della Ferrari –LaPresse
in foto: Lo stemma della Ferrari –LaPresse

La vittoria in pista non è ancora arrivata, ma lontano dai circuiti la Ferrari continua a conquistare successi tanto da annunciare, entro la fine dell'anno, l'arrivo di due nuovi modelli che andranno ad aggiungersi a quelli già esistenti dando così ulteriore spinta propulsiva alla casa di Maranello sui principali mercati mondiali.

Entro fine 2019 arriveranno due nuove auto

Ad annunciarlo è stato l‘Amministratore Delegato Louis Camilleri che, nella conference call con gli analisti sui conti del secondo semestre, ha specificato come, entro la fine del 2019, arriveranno due nuove auto a marchio Ferrari senza però rivelare quali. Se la prima – che sarà svelata in occasione dell’evento "Universo Ferrari", in programma nel corso del prossimo mese di settembre a Maranello – potrebbe essere la nuova Ferrari 812 Spider, evoluzione della 812 Superfast che dovrebbe essere proposta in serie limitata ad un prezzo più elevato rispetto alla versione coperta, più difficile scoprire quale possa essere il secondo modello indicata dall'ad del Cavallino: da escludere il Suv, che vedrà la luce solo nel 2022, potrebbe essere una nuova ibrida meno estrema rispetto alla SF90 Stradale ma comunque capace di proiettare la Rossa in un nuovo segmento.

I risultati del secondo trimestre Ferrari

Due nuove vetture che avranno il compito di continuare a far volare la Ferrari sui mercati internazionali: il Cavallino, infatti, ha chiuso il secondo trimestre 2019 con le consegne in crescita dell’8,4% a 2.671 unità e ricavi netti saliti a 984 milioni di euro (+8,6%), che portano i risultati nel semestre ad un utile netto in crescita del 18% a 364 milioni e 5.281 consegne, +15%. L'obiettivo dichiarato è quello di arrivare a quota 10mila nell'anno in corso sfruttando le ottime performance fatte registrare dai modelli a otto cilindri – Portofino su tutti–, che hanno segnato un 12,3%. Tra i mercati migliori, per la casa italiana, la regione Emea (Europa e Medio Oriente), salita dell’11,4% ma soprattutto Cina, Hong Kong e Taiwan che insieme hanno fatto segnare un +63,3% con l'unico neo rappresentato dal continente americano, in flessione del 5,5%.