Carlos Ghosn, ex numero uno dell'Alleanza Renault-Nissan, dopo le accuse di frode industriale e fiscale che lo hanno portato a finire in carcere, passa al contrattacco: il manager 65enne, infatti, lasciato fuori proprio dopo il suo arresto, ha deciso di chiedere un risarcimento quantificabile in circa 15 milioni di euro per licenziamento illegittimo proprio a Nissan aprendo così un nuovo fronte legato alla vicenda.

Ghosn all'attacco, chiesto risarcimento milionario

Il manager sarebbe stato vittima di una illegittima interruzione del contratto da parte di una controllata olandese di Nissan e Mitsubishi, la NMBV, in quanto la rescissione del contratto è avvenuta senza alcuna prova di illeciti commessi; per questo i suoi avvocati hanno deciso di aprire un procedimento aperto presso il tribunale di Amsterdam. Le due società si sarebbero rifiutate di produrre la circostanziata documentazione a supporto delle proprie accuse, "che secondo le leggi dei Paesi Bassi sono obbligatorie", riferisce uno dei legali a Le Figaro. La stessa joint-venture, almeno secondo gli esiti dell'indagine interna, avrebbe versato impropriamente 7,8 milioni di euro non dovuti a Ghosn che, dopo lo scandalo che lo ha coinvolto, ha deciso di fare all'offensiva per dimostrare la propria innocenza davanti alle accuse che sono piovute addosso alla sua persona.

Una posizione delicata quella di Ghosn che, nonostante la libertà su cauzione della scorso aprile, deve ancora sottostare a numerose limitazione – tra le quali l'impossibilità di lasciare il Giappone – e rischia fino a dieci anni di carcere nel paese del Sol Levante, ma anche in Francia dove a dove ad inizio luglio era stato perquisito il quartier generale di Renault, a Boulogne-Billancourt. La mossa del manager, però, potrebbe aprire ora nuovi scenari portando uno sconvolgimento non solo nella vicenda giudiziaria che lo vede impegnato in prima persona, ma anche nel panorama automobilistico mondiale.