In questo week end il Circus della Formula 1 sarà impegnato nel GP del Giappone, sullo storico circuito di Suzuka dunque andrà in scena il 16° episodio del duello per il titolo iridato tra la Mercedes e la Ferrari, tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. Sarà quindi la 29ª volta in cui sul tracciato di Suzuka si correrà una gara valevole per il Mondiale (in 4 occasioni invece il Gran Premio nipponico si è disputato al Fuji), una corsa giapponese che, come successo in diverse circostanze nella storia della F1, potrebbe risultare decisiva per l’assegnazione dell’alloro. Comunque andrà però difficilmente la gara di questa stagione potrà essere determinante come quella del 1988 che decise un altro grande duello, che generò poi una delle rivalità sportive più accese di sempre, cioè quello tra Ayrton Senna e Alain Prost. L'inizio della rivalità tra i due risale proprio a quel 1988, quando il brasiliano arrivò per la prima volta in McLaren, la scuderia del francese dal 1984. In quel Campionato furono molti i GP animati dai due piloti ma fu quello del Giappone del 30 ottobre, proprio a Suzuka, che decise tutto.

Il titolo è una questione interna alla McLaren.

La schiacciante superiorità tecnica della McLaren – Honda ridusse di fatto il campionato del 1988 ad un lungo duello tra i due piloti del team inglese. Si arriva al Gp del Giappone, quindicesimo e penultimo appuntamento stagionale, con il brasiliano che aveva conquistato fin lì 7 vittorie contro le 6 del compagno di scuderia, e con ben 8 doppiette McLaren. In gioco c’è il titolo iridato con il paulista che potrebbe chiudere i giochi già nel Paese del Sol Levante grazie alla regola degli scarti.

Senna e l’errore che può costare il Mondiale.

Come di consueto, anche sul circuito di Suzuka i due piloti monopolizzano la prima fila, con Senna in pole position davanti a Prost e tutto fa presagire che per Ayrton il primo alloro in carriera sia molto vicino. Ma ecco il colpo di scena: al via Senna fa spegnere il motore, riuscendo a riavviarlo sfruttando la lieve pendenza della griglia di partenza. Il brasiliano finisce però in quattordicesima posizione, mentre il suo compagno di scuderia si invola al comando, seguito dalla Ferrari di Gerhard Berger e dalla March di Ivan Capelli. Poco dopo l’italiano sorpassa l'austriaco, andando poi ad insidiare la leadership di Prost, rallentato da un problema al cambio. Capelli conquista la testa della corsa al sedicesimo giro ma il suo primato dura solo poche centinaia di metri: il francese lo supera nuovamente e lui è costretto al ritiro per un problema elettrico.

Con la pioggia arriva anche “Magic”.

Ma i colpi di scena non sono finiti. Nel frattempo infatti comincia a piovere e Senna, maestro di guida sul bagnato, dopo una grande rimonta con una serie di sorpassi al limite da brividi, si riporta vicino agli scarichi dell’altra McLaren. La pista si sta via via asciugando ma il un duello “fratricida”, l’ennesimo di quella stagione, ha avuto ormai inizio. Un testa a testa che avrà il suo epilogo al 28° passaggio, quando Ayrton tira fuori dal cilindro l’ennesima magia della sua carriera: approfittando di un doppiaggio supera il compagno di scuderia fino a quel momento bravissimo a tenerlo dietro. Da qui in poi sarà uno show del brasiliano che impose un ritmo insostenibile, anche per Prost, alla gara fino alla bandiera a scacchi, vincendo il GP e il titolo mondiale.

Il primo alloro di Ayrton grazie agli scarti.

Infatti, nonostante il transalpino avesse conquistato più punti del rivale meno continuo ma più vincente, per via della regola degli scarti (grazie alla quale si considerano validi per la classifica piloti solo i migliori undici risultati stagionali) il francese fu costretto a scartare diversi piazzamenti, mentre Senna, con le sue otto vittorie, aveva dovuto rinunciare solo ad un punto. Per il brasiliano arriva così il primo titolo iridato della carriera, nell’anno in cui prende il via quella accesa rivalità con Prost che ancora oggi, a quasi 30 anni di distanza, appassiona, emoziona e divide tutti gli amanti delle quattro ruote e in special modo quelli della Formula 1.