La Formula 1 lascia l'Europa. Lo sprint finale nelle ultime sette gare del Mondiale inizia a Singapore, il circuito con più curve di tutta la stagione, 23. Marina Bay è un circuito cittadino lungo, 5063 metri contro i 3337 di Singapore, tortuoso, dove “l'efficienza in rettilineo conta poco e dove motricità e deportanza aerodinamica la faranno da padrone” scrive Giorgio Ferro su Autosprint. Non a caso, nel 70% dei gran premi disputati finora, chi è partito in pole ha poi vinto la gara. Il caldo e l'umidità la rendono, sottolineano diversi piloti, Ricciardo in testa, la gara fisicamente più stancante della stagione.

L’impegno dei freni

I piloti, sottolineano gli ingegneri Brembo, toccano il freno 15 volte per giro, più che su ogni altro tracciato, per 22 secondi complessivi (23% della distanza, valore inferiore solo a Monaco. Il circuito è stretto, si corre con le barriere molto vicine, così le decelerazioni massime si possono contenere sotto i 4,9 g per una media sul giro di 3,9 g.

Non è una pista di motore

Le power unit, di conseguenza, non risultano sollecitati quanto i freni. La parte endotermica della power unit, sottolinea Cristiano Sponton su Sky Sport, “viene poco sfruttata a pieno regime. Molto più importante saranno la parte elettrica ed una corretta mappatura”. Decisamente più sotto pressione, invece, la batteria e l'MGU-K che deve recuperare energia cinetica dalle tante frenate. L’MGU-H, invece, sarà usata meno vista la brevità dei tratti veloci. Dal punto di vista aerodinamico, i team tenderanno a preferire ali anteriori e posteriori ad alto carico, decisamente diverse dunque rispetto a quanto visto a Monza, un assetto che riesca a generare più carico dal corpo vettura per non penalizzare la velocità sul dritto, sospensioni agili e soffiature per aumentare il raffreddamento del motore

Un giro di pista

La prima curva, intitolata a Benjamin Henry Sheares, il secondo presidente di Singapore, dove l'anno scorso la Ferrari si è di fatto giocata le ultime chances di titolo mondiale, dista solo 280 metri dalla linea di partenza. È la frenata più impegnativa del tracciato. Le monoposto passano da 295 a 135 km/h in 1,92 secondi in cui percorrono appena 98 metri, sottolineano i tecnici Brembo, con una decelerazione di 4,8 g.

Una panoramica dall’alto di Singapore – Getty images
in foto: Una panoramica dall’alto di Singapore – Getty images

Dalla prima curva al Memorial Corner

Da qui si entra nella prima delle tante chicane che costituiscono uno dei tratti distintivi delle piste progettate da Tilke, insieme alle curve a gomito. La combinazione destra-sinistra apre a una leggera piega sempre a sinistra (curva 4) da affrontare in pieno, nel tratto in cui si trova il detection point per l'ala mobile. Si arriva così alla 5, una curva cieca che è una delle più insidiose del tracciato. I piloti, con la possibilità di aprire l'ala mobile in uscita, si avviano verso curva 6, con frenatina leggera, a destra. Diverso invece lo scenario al Memorial Corner, vicina al monumento che ricorda le vittime civili della seconda guerra mondiale. Sottoposti a uno sforzo di 4,7 g, i piloti passano in 114 metri e 2,08 secondi da 315 a 127 km/h, grazie ad un carico di 144 kg sul pedale del freno.

La partenza del GP di Singapore 2017 – LaPresse
in foto: La partenza del GP di Singapore 2017 – LaPresse

Il secondo settore

È anche l'inizio del secondo settore, dove ogni curva è difficile. La 8, uno dei punti in cui si può cercare il sorpasso ritardando la staccata, conduce alla 9, a sinistra, e lancia verso la Singapore Sling che rispetto alla configurazione originaria è diventata una curva a sinistra molto più convenzionale e sicura. La successiva chicane strettissima (curve 11 e 12) e una breve accelerazione sotto l'Anderson Bridge portano ai 210 kmh prima della staccata della 13 e della lentissima 14, che richiede una frenata appena meno impegnativa della prima curva, ma solo perché le monoposto vi arrivano a meno di 300 km/h: i piloti, spiegano i tecnici Brembo, scendono da 276 a 101 km/h in 106 metri con 4,8 g di decelerazione e 144 kg di carico sul pedale.

Leggere modifiche alle curve 16 e 17

Il terzo settore è il più veloce del tracciato. Dopo la curva 14, i piloti costeggiano l’Esplanade Waterfront fino alla 15 e alle tre chicane in successione da affrontare su un asfalto che dovrebbe essere meno sconnesso dopo la riasfaltatura che ha coinvolto la prima curva, i tratti fra la 5 e la 7, fra la 15 e la 17 e intorno alla 23.

Quest'anno, gli organizzatori hanno apportato delle modifiche non sostanziali alle curve 16 e 17, il punto dove Nelson Piquet Jr. si andò deliberatamente a schiantare contro il muro nel 2008 per far entrare la safety car e far entrare l'allora compagno di squadra in Renault Fernando Alonso, che hanno ridotto di due metri la lunghezza ufficiale del tracciato.

Il tratto sotto la tribuna è l'ultima sfida del circuito. Prima della curva 22, infine, c'è il detection point per l'uso del DRS sul rettilineo dei box cui si arriva dopo l'ultima facile curva.

La scelta delle gomme

Dopo Monaco e Canada, tornano in pista le hypersoft, nominate per la prima volta a Singapore: si tratta di una mescola di due step più morbidi rispetto alla ultrasoft, la mescola più tenera disponibile a Marina Bay lo scorso anno. È la quarta gara della stagione che presenta un ‘salto’ di mescola dato che Pirelli ha scelto ultrasoft e soft, in una combinazione mai utilizzata prima. “I P Zero Pink hypersoft dovrebbero aprire la strada a un maggior numero di strategie, anche a seconda del numero di set scelti dai piloti” ha detto il responsabile car racing Mario Isola. “Inoltre, con il ‘salto’ di mescola si dovrebbe avere un divario equo tra le prestazioni dei tre pneumatici nominati. Altre variabili da tenere in considerazione possono essere date dalle caratteristiche di questo circuito cittadino, con le sue 23 curve, i tombini e le linee bianche, oltre ai periodi di safety car, qui sempre attiva nelle precedenti edizioni del Gran Premio. Nonostante la gara sia in notturna, a Singapore le temperature ambiente e il tasso di umidità sono sempre particolarmente elevati: tutto questo rappresenta un’ulteriore sfida rispetto al solito”.

Le scelte dei piloti

Spicca la scelta decisamente aggressiva della Ferrari, che non ha saputo tradurre una maggiore efficienza complessiva in un vantaggio in classifica. Vettel, che qui vanta il record di vittorie e di podi (4 a testa), e Raikkonen, mai in prima fila a Marina Bay, avranno 9 set di hypersoft, tre di ultrasoft e solo una di soft. I rivali della Mercedes optano per 6 treni di hypersoft.

Anche per Hamilton e Bottas, scelte identiche come per i due piloti Red Bull, altra scuderia temibile qui se l'efficienza assisterà i due piloti. Daniel Ricciardo, sempre a podio in quattro presenze qui, e Verstappen, che festeggia il 75mo gran premio in carriera e torna dove l'anno scorso ha centrato la terza prima fila della sua carriera, avranno a disposizione sette treni della mescola più morbida.