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Il Dottor Costa: “Luis e la moto erano due anime che si amavano”

Il ricordo commosso di chi ogni domenica si prende cura dei piloti: “Nelle lacrime di tutti è racchiuso il significato e il senso di questo sport. Mentre lo aiutavo mi sono reso conto di quanto amasse le moto”.
A cura di Matteo Vana
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Il Motomondiale è in lutto. La tragica morte di Luis Salom, avvenuta ieri durante il secondo turno di prove libere della classe Moto2, ha sconvolto tutti: tanti i messaggi di sostegno arrivati alla famiglia da piloti e addetti ai lavori. Una scivolata che è costata cara al giovane pilota spagnolo, uscito di pista alla curva numero 12 e colpito dalla sua stessa moto che, sbattendo contro le barriere, è tornata indietro.

Il dottor Claudio Costa
Il dottor Claudio Costa

Il ricordo del Dott. Costa

Immediati sono stati i soccorsi che hanno cercato di rianimarlo a bordo pista e successivamente sull'ambulanza che lo trasportava all'Ospedale Universitario Generale di Catalunya, a Barcellona, ma per lui non c'è stato niente da fare. A distanza di cinque anni dalla morte di Marco Simoncelli, un altro giovane pilota se ne va. A ricordarlo il Dottor Claudio Costa, il medico che ogni domenica assiste i centauri e si preoccupa di rimetterli in sesto il prima possibile, che, attraverso la propria pagina Facebook, ha voluto ricordare Salom con un messaggio:

Credo che nelle mie lacrime e in quelle accorate di chi ha commentato la morte del pilota spagnolo Luis Salom a Barcellona, come in quelle di tutti coloro che hanno pianto questo dolce ragazzo, sia racchiuso tutto il dolore di una umanità effimera, ma anche il significato e il senso di questo sport. Quando aiutavo questo pilota ferito a risalire sulla moto con il numero 39 mi sono accorto di quanto l'amasse. Lui e la moto, due anime che dialogavano e si amavano. Per questo oggi Luis, in una dimensione altra, dove non esistono errori e tradimenti, ha perdonato la moto che lo ha stretto in un abbraccio fatale. Luis, cercheremo di farlo anche tutti noi, ma quanto è difficile.

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