Robert Kubica – LaPresse
in foto: Robert Kubica – LaPresse

Guidare la Ferrari rappresenta un sogno per la maggior parte dei piloti, ma Robert Kubica ha preferito declinare l'offerta della Rossa per inseguire l'obiettivo di tornare ad essere protagonista al volante della Williams che lo ha scelto come titolare per la stagione 2019. Una decisione, quella del polacco, non certo facile visto che la scuderia di Maranello gli aveva offerto la possibilità di essere ingaggiato come pilota di sviluppo al posto di Kvyat; il polacco avrebbe lavorato al simulatore con la possibilità di scendere in pista nei test e nelle prove libere per riportare poi la propria esperienza contribuendo così a sviluppare la vettura.

Il no alla Rossa

Un'offerta decisamente allettante per Kubica che però ha scelto, dopo un calvario durato nove anni ed iniziato con il terribile incidente nel rally di Andora dove rischiò la vita perdendo la mobilità ad un braccio, di non accettare per sentirsi di nuovo un vero e proprio pilota. Nonostante il no alla Ferrari, però, l'ex driver di Renault e Sauber ha ammesso che la sua decisione non è stata per niente semplice.

Sapevo perfettamente quale era il mio obiettivo, ma a volte le cose sono più difficili di come sembrano all'esterno. Ho avuto delle opportunità che sembravano molto interessanti, a cui è stata dura dire di no – ha ammesso in una intervista ad Autosport -. Alla fine sono un pilota di Formula 1 e anche se manco da tanto tempo nel Circus questa mentalità ha prevalso. Sono felice di aver accettato questa grande sfida. Non è facile guidare in questa categoria, c'è da lavorare moltissimo, ci sono passato 12 anni fa e so cosa vuol dire. Ma ora sono pronto a farlo di nuovo.

Una favola a lieto fine quella di Robert Kubica che tornerà in pista nel 2019 dopo che la sua carriera si era interrotta a seguito dell'incidente nel rally di Andora. Dopo una stagione da terzo pilota in Williams, è stata proprio la casa di Grove a concedergli la possibilità di rimettersi nuovamente in gioco: un'occasione da cogliere al volo per dimostrare a tutti di essere ancora in grado di dire la propria in una categoria importante come la Formula 1. Con buona pace della Ferrari, sfiorata una prima volta nel 2012 e ora rifiutata; quello con la Rossa, per Kubica, sembra essere proprio un matrimonio che non s'ha da fare.