Ci sono due categorie di persone che conoscono "Iceman": i primi sono appassionati di Formula 1 e i secondi sono i lettori di fumetti. C'è un personaggio degli X-Men che ha come poteri primari l'agilità, grandi riflessi, un raggio d'azione di decine di km e viaggia ad una velocità ipersonica. Letta così, al volo e senza troppo pensarci, questa descrizione sembra essere il ritratto preciso e dettagliato di Kimi Raikkonen, pilota finlandese di Espoo, invece è la scheda del personaggio dei fumetti "Uomo di ghiaccio" creato da Stan Lee e Jack Kirby nel 1963. Questo ragazzo classe 1979 è stato soprannominato "Iceman" per il modo di rapportarsi al mondo delle corse e al Circus che lo circonda in questi giorni è al centro di discussioni e dibattiti perché dopo otto anni, non consecutivi, a fine stagione automobilistica cesserà il suo rapporto di lavoro con la Ferrari per tornare a gareggiare per la Sauber, la scuderia che lo ha lanciato nel 2001.

Kimi è stato l'ultimo pilota a vincere un titolo Mondiale Piloti con il Cavallino nel 2007, è stato il terzo pilota a trionfare al primo anno in Ferrari, dopo Juan Manuel Fangio e Jody Scheckter, ed è il terzo finlandese ad aggiudicarsi un Mondiale dopo Keke Rosberg e Mika Hakkinen. Non proprio l'ultimo arrivato, insomma, checché se ne dica negli ultimi tempi.

Un sondaggio di Motorsport, realizzato nel novembre del 2017 per celebrare i 70 anni della Ferrari, ha indicato come i tifosi del Cavallino vogliano molto bene a Kimi Raikkonen, tanto da inserirlo al secondo posto tra i driver più amati dietro solo a quel mostro sacro di Michael Schumacher: il finnico ha preceduto piloti del calibro di Fernando Alonso, Niki Lauda, Gilles Villeneuve, Alain Prost, Ascari, Nigel Mansell, Juan Manuel Fangio e Sebastian Vettel.

Il campione del mondo 2007, nonostante questa fama da uomo freddo e poco avvezzo all'ironia, è sempre stato protagonista di grandi momenti e gag sia in pista che fuori: se i famosi team radio e i famosi ritiri dalla pista per attraccare su uno yacht a Montecarlo fanno parte di altri periodi della sua carriera, con la Rossa ha preso parte a diversi momenti di goliardia che, con molta probabilità, lo hanno reso ancora più simpatico tra i tifosi, che non hanno preso bene la separazione tra Kimi e la Ferrari nonostante fosse nell'aria da diverso tempo. Dal suo esordio in Australia nel 2007, dove ottenne pole position e giro più veloce, fino a Monza di quest'anno il rapporto tra Kimi e i tifosi è sempre stato di grande rispetto e anche per questo dopo aver abbandonato la F1 tornò a vestire la tuta rossa.

L'anno prossimo Raikkonen rimarrà l'ultimo pilota di una generazione che sta lasciando il volante ai giovani anno dopo anno: abbiamo già visto lasciare Mark Weber, Jenson Button, Felipe Massa e in seguito all'addio di Fernando Alonso a fine stagione, Kimi rimarrà l'unico pilota dei primi anni 2000 ancora in pista a combattere contro le nuove leve.

[…] Dicono che tutto cambia, io non ci credo. E ho sempre detto che sono qui perché mi piace correre, tutto il resto (stampe, riunioni ndr) fa parte della F1 ma non è la cosa principale. È sempre stato così e lo sarà sempre.

In un'intervista rilasciata ad Autosprint qualche anno fa c'è tutto il "Kimi-pensiero" e queste parole riescono a trasmettere bene anche il motivo per cui tanti tifosi della Ferrari gli vogliono bene e non hanno accettato di buon cuore il suo addio: in un'epoca dove si vive sui social e gli sportivi sono esposti a 360° a qualsiasi tipo di situazione, Kimi è rimasto fedele a se stesso perché lui è stato e vuole continuare ad essere solo un pilota.

L'anno prossimo ritorna alle origini e già questo aggiunge quell'alone di sana nostalgia che, ormai, viene addossato a qualsiasi situazione sportiva ma, in questo caso, è più viva che mai. Rivedere Kimi in Sauber dopo 17 anni sarà una sorta di flashback ma, siamo sicuri, la risposta alle domande in conferenza rimarrà sempre la stessa: "I dont'know".