Niki Lauda – Getty Images
in foto: Niki Lauda – Getty Images

Una gara già distrutta prima del via, il weekend di Monaco si annuncia come uno dei più difficili nella carriera di Max Verstappen. L'errore nella terza sessione di prove libere, che gli è costato la sostituzione del cambio e l'impossibilità di prendere parte alle qualifiche scattando così dall'ultima casella dello schieramento di partenza, ha di fatto compromesso le possibilità di stabilire il record come più giovane pilota a far segnare una pole position in Formula 1 e una probabile doppietta Red Bull che avrebbe rilanciato le ambizioni della scuderia di Milton Keynes nel mondiale.

Un vero e proprio disastro quello del giovane olandese che ha suscitato molte critiche. A rendere ancora più amaro il suo sabato, poi, è arrivata la pole position del suo compagno di squadra Daniel Ricciardo che partirà dalla prima casella: uno davanti a tutti, l'altro ad inseguire il gruppo per la scuderia anglo-austriaca che, dopo aver puntato tutto sul figlio d'arte blindandolo fino al 2020, rischia di veder vanificati i propri sforzi. L'incidente di Verstappen sta tenendo banco anche negli altri team e Niki Lauda, come al solito molto diretto, ha la ricetta per risolvere il problema.

Come viene risolta la questione Verstappen? Deve cambiare cervello, Max ha bisogno di sostituire il chip – ha dichiarato il tre volte campione del mondo di Formula 1 intervistato da Movistar Tv – Se fossi in Helmut Marko gli chiederei: ‘Quante altre volte vuoi farlo?'. Deve dirgli che questo comportamento non è ammissibile, ma allo stesso tempo difenderlo all'esterno. È un equilibrio difficile, e so che non è semplice per lui.

Non è la prima volta in questa stagione che l'olandese della Red Bull commette errori eclatanti: già in Cina, infatti, aveva speronato Vettel in un tentativo di sorpasso impossibile chiudendo di fatto la gara del tedesco, finito poi ottavo al traguardo con la macchina danneggiata, e anche la sua. Il processo di maturazione deve essere ancora completato, in Red Bull sembrano aver voglia di aspettare quello che da molti è considerato come un futuro campione del mondo; il talento non si discute, ma forse a mancare, in questa fase della carriera, è la testa.