"La Ferrari non è un posto per giovani". Per anni è stato questo l'adagio più in voga nel mondo della Formula 1 confermando come la scuderia del Cavallino abbia sempre puntato su grandi piloti per vincere nell'immediato, costretta da un lato a fare i conti con l'obbligo di lottare ogni stagione per il massimo traguardo disponibile e dall'altro a convivere con la grande responsabilità che deriva dall'essere pilota del team più vincente nella storia del motorsport, pressione in grado di schiacciare anche il più esperto dei driver. Adesso, però, il vento sembra cambiato tanto che quello spirato in Bahrain ha dato a molti la sensazione di essere quasi fonte di presagio, un'anticipazione di un futuro neanche così lontano per la Ferrari.

Il futuro appartiene a loro

Due cavallini decisamente rampanti, è questo lo scenario che, in appena 5 giorni, sembra essersi delineato con contorni abbastanza nitidi davanti agli spettatori della Formula 1; Charles Leclerc e Mick Schumacher rappresentano il presente, ma soprattutto il futuro della scuderia di Maranello. La gara prima e i test poi sono serviti alla Rossa per prendere in considerazione quella che a parole è solo fanta-Formula 1, ma che in realtà è più di una semplice suggestione da tifosi: il monegasco e il tedesco rappresentano i due che, tra un paio di stagioni, potrebbero rappresentare la coppia perfetta per la scuderia di Maranello fornendo quel mix di freschezza e velocità in grado di garantire alla Rossa il dominio della categoria per molte stagioni. A Leclerc sono bastate le prime due gare del mondiale 2019 per dimostrare di che pasta è fatto; 5° posto in Australia all'esordio con una vettura mal bilanciata, pole position con record, primato di precocità di Ickx che durava dal 1968 spazzato via e terzo posto che solo per sfortuna non si è tramutato in trionfo in Bahrain mentre il figlio del sette volte campione del mondo – nonostante un cognome pesante almeno quanto l'eredità lasciata dal padre – ha dimostrato, alla sua prima uscita assoluta con una vettura di Formula 1, di prendersi il 2° tempo dietro Verstappen nel primo giorno di test.

Uno classe '97, l'altro nato nel '99; la Formula 1 del futuro, insieme a Max Verstappen e al giovane George Russel, appartiene senza dubbio a loro. Ad unire i due piloti del Cavallino, poi, un ulteriore fattore non trascurabile: entrambi, infatti, sono gestiti da Nicolas Todt, manager figlio del presidente FIA che proprio in Ferrari costruì la sua gloria in quel team capace di dominare il Circus ad inizio 2000, che potrebbe rappresentare un ulteriore spinta alla costruzione della coppia del futuro. Il contratto di Vettel, attuale primo pilota della Rossa, scade nel 2020, lo stesso anno nel quale vedrà la fine anche il Patto della Concordia tra scuderia: potrebbe essere quello il vero punto di svolta della Ferrari che, se la crescita di entrambi proseguirà sulla strada tracciata fino ad ora, darà il via al cambio generazionale. Per Mick Schumacher il percorso tracciato è simile a quello già vissuto dal monegasco: Formula 2, magari un anno di apprendistato in Alfa Romeo Racing e poi la grande occasione come pilota ufficiale di Maranello mentre Leclerc, che ha già dimostrato di valere la Rossa, ha davanti a sé un futuro da campione annunciato. Il vento del Bahrain ha iniziato a soffiare sulle carriere dei due giovani cavallini, il loro futuro, chiaramente a forti tinte rosse, sembra già essere scritto.