La gara di Monaco, sesto appuntamento del mondiale di Formula 1, ha vissuto del duello tra l'inglese e Max Verstappen: l'olandese della Red Bull, infatti, ha messo sotto pressione il campione del mondo per tutta la gara nonostante una penalità di 5 secondi che lo ha estromesso dal podio. Al penultimo giro, poi, l'attacco che non è andato a buon fine con la toccata con la vettura di Hamilton senza che nessuno dei due riportasse danni.

Helmut Marko insieme a Max Verstappen – LaPresse
in foto: Helmut Marko insieme a Max Verstappen – LaPresse

Marko polemico nei confronti di Hamilton

Una manovra disperata quella del pilota della Red Bull, dettata più dalla frustrazione di aver passato tutta la gara negli scarichi dell'inglese che per una reale voglia di vincere, soprattutto alla luce della penalizzazione rimediata in un contatto ai box con l'altra Mercedes, quella di Valtteri Bottas. Un'azione che, secondo il super consulente della Red Bull, Helmut Marko, avrebbe dovuto portare a una penalità per l'inglese, reo di essersi spostato in frenata chiudendo la strada all'olandese. A salvarlo dal giudizio dei commissari, però, secondo l'ex pilota austriaco, sarebbe stato il suo casco rosso, indossato in ricordo di Niki Lauda.

Nell’incidente dopo il tunnel Hamilton si è mosso a sinistra. Pensavo sarebbe stato punito, ma non è successo perché indossava un casco rosso – ha tuonato Marko ai microfoni di ORF riferendosi all'omaggio che il pilota inglese ha voluto fare a Niki Lauda, scomparso in settimana -. Penso che questi commissari non siano i più grandi fan di Max. Era la sua opportunità. Max le ha provate tutte e ha ottenuto il massimo. Ha guidato in maniera incredibile e noi siamo soddisfatti della sua velocità.

Una polemica, quella innescata da Helmut Marko, che riaccende i riflettori su un tema molto discusso in Formula 1 come quello delle sanzioni comminate dalla commissione gara e di cui spesso Verstappen è stato protagonista con le sue difese al limite del regolamento. Stavolta è stato Hamilton a chiudere la porta in maniera aggressiva ma, secondo il giudizio dei commissari, pulita tanto che la sanzione invocata da Marko non è arrivata.