Le reali condizioni di Michael Schumacher continuano ad essere avvolte dal mistero. Nelle ultimi mesi la stampa francese ha rivelato che il sette volte campione di Formula 1 è stato sottoposto a una terapia a base di cellule staminali in un ospedale di Parigi di cui la famiglia non ha mai dato alcuna conferma o smentita ufficiale. In seguito all’infusione, Schumacher avrebbe fatto ritorno nella sua villa di Gland, in Svizzera, dove l’équipe di medici e infermieri che lo assiste, continua il programma di cure e riabilitazione.

Il silenzio sulle condizioni di Schumacher

A conoscere la verità sul suo stato di salute sono in pochissimi, tra familiari e qualche amico fidato che in questi anni ha avuto la possibilità di andare a trovarlo. Tra questi, il presidente della FIA ed ex direttore sportivo della Ferrari Jean Todt, legato da una profonda amicizia a Michael e alla sua famiglia, che ha fatto più volte visita al tedesco. Come lui pochi altri, che nonostante le pressanti richieste da parte di addetti ai lavori e appassionati, rispettano la decisione della famiglia Schumacher di mantenere l’assoluto riserbo sulle condizioni nel rispetto della privacy chiesta dalla moglie Corinna. Proprio per questo motivo, molti altri conoscenti ed ex collaboratori di Schumacher non hanno più avuto modo di fargli visita o almeno di sapere come il grave incidente con gli sci abbia cambiato la sua vita.

Willi Weber insieme a Michael Schumacher e alla moglie Corinna – LaPresse
in foto: Willi Weber insieme a Michael Schumacher e alla moglie Corinna – LaPresse

Impossibile avere notizie sui problemi ed eventuali miglioramenti dell’ex pilota ma, chi lo conosceva da vicino, come Willi Weber, il suo storico manager, non ha perso la speranza di poterlo riabbracciare. Weber ha più volte fatto sapere che Corinna gli impedisce di vederlo, negandogli con scuse e giustificazioni (“Mi è stato detto per la paura dei batteri”) la possibilità di fargli visita.

L'ex manager: "Corinna ha paura che dica la verità"

In una nuova intervista ad un magazine tedesco, Weber è tornato a esprimere tutto il suo dispiacere per questa situazione, sostenendo che dietro al rifiuto di Corinna si nasconda il timore che lui possa rivelare quali siano le conseguenze del grave trauma cerebrale riportato dal marito. “So che Michael è rimasto gravemente ferito – ha detto Weber a Kolner Express – ma sfortunatamente non ho notizie di quali siano stati i suoi progressi da allora. Mi piacerebbe sapere come sta e stringergli la mano, o magari fargli una carezza. Ma tutto questo, sfortunatamente, è rifiutato da Corinna. Teme che capisca immediatamente qual è la reale situazione e che dica la verità in pubblico”.

Weber è l’uomo che ha scoperto Schumacher, notando il suo talento nel 1988, quando Michael era poco più che un 18enne all’esordio nella Formula Ford. Fu proprio grazie a "Mister 10%", come era conosciuto da tutti per la commissione applicata per ogni affare concluso, che Schumacher approdò in Formula 1, debuttando al volante della Jordan-Benetton a Spa nel 1991. La loro collaborazione andò avanti fino agli Anni 2000 ma, nonostante l’importante ruolo avuto nella carriera di Michael, in seguito all’incidente, anche l’ex manager è stato completamente allontanato dalla famiglia. Questo, assicura Weber, non cambierà la sua fiducia in un suo possibile recupero. “Credo fermamente nella guarigione di Michael perché so che è un combattente – ha aggiunto l’ex manager – . Se c’è una possibilità, sono sicuro che la userà. Questa non può essere la fine. Prego per lui e sono convinto che prima o poi lo rivedrò”.