Valentino Rossi e Franco Morbidelli / Getty Images
in foto: Valentino Rossi e Franco Morbidelli / Getty Images

Primi giorni di pausa invernale e meritato relax per i piloti del Motomondiale che nel frattempo hanno già iniziato a lavorare in vista di quella che sarà la prossima stagione. Nel 2018 tra gli esordienti in MotoGp ci sarà anche il cmapione della Moto2 Franco Morbidelli che con il team Marc Vds affronterà il salto di categoria e si ritroverà in pista contro rivali del calibro di Marc Marquez, Andrea Dovizioso, Jorge Lorenzo, Andrea Iannone ma soprattutto Valentino Rossi, che Morbidelli conosce da quando aveva 13 anni, da quando da Roma insieme alla famiglia si trasferì a Tavullia per seguire la sua passione.

Servirà più di un erede

Passione ma soprattutto talento e determinazione per cui sono in molti a vedere in lui l’erede italiano del Dottore. “Io l’erede di Rossi “È molto difficile. Io credo che tutti i piloti italiani abbiano il compito di sostituire Valentino quando si ritirerà, perché prima o poi, si ritirerà, purtroppo. Per cui tutti noi siamo gli eredi di Valentino, nel senso che dovremo fare del nostro meglio per sostituirlo. È impossibile per uno solo coprire tutto ciò che ha fatto Valentino” ha detto Morbidelli in un’intervista allo spagnolo Marca. Quando poi gli è stato chiesto chi sarà nel 2018 il suo erede in Moto2 tra Alex Márquez, Joan Mir, il suo amico Pecco Bagnaia, il Morbido non esclude Miguel Oliveira dai favoriti. “In Moto2 il prossimo anno sarà dura. Ci sono molti piloti che andranno forte, non dimentichiamo Oliveira. Potrebbe essere anche lui il mio erede. Ma la verità è che non lo so. A questo punto, è difficile nominare un erede”.

Primo allievo della VR46 Academy del pesarese, Morbidelli conosce i segreti dell’allenamento del Dottore. “Prima di tutto c'è il Ranch. È una pista dove ci si può allenare una o più volte alla settimana. È una pista che forma molto il pilota perché il dirt track è una disciplina molto difficile, soprattutto se fatto su una pista del genere, che è molto grande. È molto tecnica, molto complicata. Per me, è un allenamento come per qualsiasi altro pilota. La differenza la fa il talento. Se gli ho mai dato dei consigli? No, a meno che non si tratti di un video gioco o una cosa simile, musica o qualsiasi altra cosa, allora sì, gli do qualche consiglio”.

"Correrà per molti anni in MotoGP"

Ultimamente, però, si sta parlando molto di un team di Valentino Rossi in MotoGP e più elementi sembrano fissare l’esordio della squadra già nel 2019. Anche la durata del contratto che lega Morbidelli al team Marc Vds sembra essere un altro indizio in questa direzione (“Ho firmato per un anno, ma in questi casi, il contratto non è il problema. Il problema è di andare forte”). Ad ogni modo, il nome di Morbidelli era stato fatto anche dal francese del team Tech3 Johann Zarco che aveva indicato proprio il romano come un pericoloso rivale di un suo passaggio nel team ufficiale Yamaha quando Rossi si ritirerà. “È presto, davvero presto per cominciare a pensare a una moto ufficiale. Prima di tutto devo fare ottimi risultati con la moto che ho. . La cosa importante per me è essere veloce, almeno, come Johann – Zarco, ndr) e sarà difficile perché va molto forte. E poi vedremo, chi merita una moto ufficiale la avrà” ha aggiunto ancora Morbidelli che invece rimanda l'arrivo del team VR46 in MotoGp? Se mi piacerebbe essere uno dei piloti? Sarebbe fantastico, sarebbe qualcosa di prezioso, senza dubbio, ma la vedo ancora come un'ipotesi lontana. Valentino correrà per molti anni. Ci vorrà tempo prima che arrivi il suo team”. E il suo decimo titolo? “Se Vale lavora bene, si sente bene con la moto e la Yamaha funziona bene, certamente, sì. Hai tutto quello che gli serve. Vale è il più vecchio ma ha l’entusiasmo necessario, il talento giusto e sembra che la sua motivazione non cali mai. Allora perché no?