Nicky Hayden dopo aver vinto il mondiale MotoGP 2006 – Getty Images
in foto: Nicky Hayden dopo aver vinto il mondiale MotoGP 2006 – Getty Images

Il round della MotoGP ad Austin sarà una nuova occasione per ricordare l’ex campione statunitense Nicky Hayden. A quasi due anni dal tragico incidente in bici, il Kentucky Kid verrà ricordato con diverse iniziative, prima tra tutte quella legata al ritiro del 69, il numero con cui ha corso per tutta la sua carriera. Un ricordo, quello di Nicky, più vivo che mai negli Stati Uniti, dove i protagonisti della classe regina hanno condiviso i loro più bei momenti insieme.

La torta per Marquez e il taxi in Giappone

Ho due momenti speciali con Nicky – ha iniziato Marc Marquez – . Il primo, nel 2008, alla presentazione del team Repsol Honda. Avevo appena 15 anni e lui ha portato la torta di compleanno, è stato molto bello. L’altro momento che ricordo, l’ultimo, è stato nel 2016, in Australia, quando abbiamo diviso il box perché Dani – Pedrosa, ndr – era infortunato. Dopo la gara abbiamo organizzato una festa, lui cantava sul palco insieme alla sua fidanzata. È stato molto divertente. Sono dei ricordi molto belli per me”.

Ho conosciuto Nicky in Honda, all’inizio della mia carriera nel Mondiale – ha ricordato Andrea Dovizioso – . Ho molti ricordi di Nicky di quando eravamo in 125 e 250, e durante l’inverno spesso ci ritrovavamo a Motegi, oppure degli anni che abbiamo passato insieme in Ducati. Il tempo che ho trascorso con lui è sempre stato bello. Un momento divertente è stato in Giappone, a Motegi, quando abbiamo preso il taxi insieme al mio manager e Nicky incoraggiava il tassista ad andare più veloce. Ricordo che abbiamo impiegato tre ore per andare all’aeroporto, è stato divertente”.

Rossi: "Sembrava arrivasse da un altro pianeta"

Tanti ricordi con Hayden anche per Valentino Rossi: “Ricordo molto bene quando l’ho incontrato per la prima volta. Eravamo a Tokyo, nel 2003, io ero in Honda e lui era diventato il mio compagno di squadra. Ricordo che l’abbiamo aspettato in stazione insieme a Uccio – Salucci, ndr –  e altri giapponesi della Honda. Lui arrivò con tutto il suo stile americano, come se arrivasse da un altro pianeta, e insieme abbiamo preso il treno. Ricordo che durante il viaggio ha iniziato a fare un sacco di domande con il suo accento stretto, difficile da capire per me. ‘Perché andiamo in treno? Quanto dura il viaggio? Quanto dura la giornata?’ E io: “Nicky, ti do un consiglio. Non fare troppe domande e spera che tutto finisca il più in fretta possibile”.

È toccato poi ad Alex Rins. “Ho un bel ricordo di Nicky. Nel 2012, il mio primo anno in Moto3, ho conquistato la mia prima pole position ed in conferenza stampa era seduto vicino a me. Ha riso un sacco per il mio inglese, che era davvero pessimo”. Tanti bei ricordi anche per Jack Miller: “Credo che uno dei migliori sia quando ho iniziato a far parte del paddock del Motomondiale. Ero appena arrivato in Moto3 e lui aveva sempre la porta aperta per me, per fare due chiacchiere. Nicky era un ragazzo amichevole, era piacevole trascorrere il tempo in sua compagnia”.