in foto: Paolo Ciabatti e Andrea Dovizioso / Getty Images

I risultati ottenuti nel 2017 potrebbero essere causa di problemi per la Ducati che quest’anno, come le rivali Honda e Yamaha, si trova a dover discutere il rinnovo del contratto con entrambi i suoi piloti, Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo. Con DesmoDovi la Ducati è stata in lotta per il titolo mondiale fino all’ultimo round, a Valencia, raccogliendo 6 vittorie (Mugello, Barcellona, Red Bull Ring, Silverstone Motegi e Sepang) e due podi (Qatar e Misano), mentre Lorenzo ha chiuso tre volte sul podio (Barcellona, Aragon e Sepang) dopo una stagione complicata dal difficile adattamento a una moto ben diversa dalla Yamaha guidata in precedenza.

"Con Dovi rinnovo difficile, trattativa a fine mese"

Risultati che danno ragione a Dovizioso, sempre più risorsa irrinunciabile per la Rossa, ma che non trovano riscontro in termini di ingaggio, indipendentemente dalla percentuale legata ai risultati, specialmente se si guarda al faraonico stipendio del compagno di squadra. Ne sa qualcosa Paolo Ciabatti che, con l’ormai prossima presentazione della nuova Desmosedici Gp18 fissata per il 15 gennaio a Borgo Panigale, ha fatto il punto sulla situazione. “Ovviamente a noi piacerebbe confermarli entrambi, ma i budget non sono infiniti e non si può spenderlo tutto in una direzione, precludendosi margini per lo sviluppo – spiega Ciabatti a Corriere dello Sport – Siamo consapevoli che Dovizioso si aspetta un’offerta in linea con i suoi ultimi risultati. Ottenuti, va ammesso, grazie alla sua grande crescita personale e a uno stato di forma eccezionale, ma anche grazie al supporto e alla competitività della Ducati. Sei GP non si vincono per caso. Ci sono state delle gare, Brno, Aragon, Phillip Island, dove abbiamo faticato di più e infatti l’obiettivo è proprio quello di migliorare dove siamo stati deboli. Inizieremo presto a parlare con Andrea – aggiunge – Ha ragione, sarà una trattativa complicata. Inizieremo a trattare già dopo i test di Sepang di fine mese. Andrea si aspetta un ingaggio in linea con quello degli altri top rider, discuteremo di garanzie economiche, ma anche tecniche”.

Doppio sviluppo? Non ci saranno due telai.

Nelle ultime settimane si è fatto gran parlare del lavoro svolto nella breve pausa invernale e che vorrebbe gli ingegneri di Borgo Panigale al lavoro su due diverse direzioni, vale a dire su due telai differenti e in grado di soddisfare i diversi stili di guida dei suoi due piloti. “Non ci saranno due telai” ha chiarito il direttore sportivo. “È vero infatti che Jorge ha maggiore difficoltà ad ottenere una buona velocità di inserimento e di percorrenza di curva una volta lasciati i freni, ma questo è un problema anche per Andrea, che è più aggressivo in questa fase. Ogni miglioramento porterà benefici ad entrambi e il nuovo telaio avrà sufficienti possibilità di regolazioni per permetterlo. La GP18 non copierà la Honda e non è stata stravolta, semplicemente evoluta. Del resto nel 2017 abbiamo vinto sei GP e ci siamo giocati il titolo fino all’ultimo”.