Andrea Dovizioso, vincendo la magnifica battaglia di Spielberg, dopo un duello gomito a gomito con Marc Marquez, non ha solo dimostrato che in certe giornate non ha paura di battersi da pari a pari con il fenomeno, ma ha anche ridotto il distacco dal leader della MotoGP. Certo, 58 punti, con 8 gare ancora da disputare, sono sempre un bel margine di sicurezza – al netto della possibilità di incorrere in qualche zero per guasto meccanico o caduta – però Desmodovi ha la possibilità di recuperare.

Marc Marquez, 26 anni, e Andrea Dovizioso, 30 / Getty
in foto: Marc Marquez, 26 anni, e Andrea Dovizioso, 30 / Getty

Il punteggio, in effetti, non è dalla parte del pilota Ducati. Perché negli ultimi due anni, in cui Dovizioso ha chiuso il Mondiale alle spalle del campione di Cervera, allo stesso punto di campionato, il distacco era più limitato: 28 punti nel 2017, quando la lotta iridata si concluse solo all’ultima gara di Valencia, 21 l’anno scorso, ma con la gara di Silverstone, la prossima da disputare, che non venne corsa per la pioggia che aveva allagato il tracciato inglese.

Dove Dovizioso può ancora costruire la rimonta iridata

Però la possibilità di recuperare c’è, con 5 piste su 8 dove negli ultimi due anni Andrea ha vinto la gara. Ma se è vero che l’Austria, dopo la sconfitta di domenica resta tabù, l’unica pista del calendario dove Marquez non ha mai vinto, il bilancio degli ultimi due anni è quasi in parità: 6-5 a favore dello spagnolo, con la sola pista di Aragon (quella dove è imbattuto, visto che si gira a in senso antiorario) dove ha fatto doppietta nel biennio 2017-18.

Dovizioso nel 2017 ha vinto a Silverstone, sede della prossima gara, ma l’anno scorso non c’è stata la rivincita per la pista allagata, e nel 2018 a Misano. Ad Aragon l’anno scorso un incoraggiante secondo posto, ma un po’ staccato. Una piazza d’onore che DesmoDovi si è assicurato anche in Tailandia, all’esordio di questo Gran Premio nel calendario iridato, ma questa volta con una volato mozzafiato, l’unico dei sei duelli all’ultima curva vinto da Marquez sul pilota italiano. Finale inverso per il bellissimo GP del Giappone 2017, sul bagnato, con un sorpasso mozzafiato di Dovizioso in fondo al rettilineo di ritorno, il solito tentativo di replica di Marc all’ultima curva e l’incrocio di linea finale a favore del ducatista. L’Australia sembra invece il vero punto interrogativo. La Rossa a Phillip Island, dopo i domini assoluti di Stoner (ma quella era la pista di Casey, che dopo spadroneggiò anche con la Honda) ha sempre fatto una fatica infernale. Anche l’anno scorso, quando Marquez fu messo fuori gioco al secondo giro dal tamponamento a Zarco, Dovi non era riuscito ad andare oltre il terzo gradino del podio. Vittoria invece, sul bagnato, a Valencia, altra pista indigesta, ma questa volta per i gusti del pilota. Insomma, è un’impresa ai limiti della logica, ma ancora possibile.