In attesa della sentenza dei giudici della Corte di Appello della FIM che decideranno sulla regolarità del deflettore delle GP19, l’ingegnere Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati a capo della squadra che ha ideato l’appendice montata al forcellone, ai microfoni di Sky Sport ha detto di essere rimasto “abbastanza sorpreso” dal ricorso presentato da Aprilia, Honda, Suzuki e KTM, in particolare dal comportamento della Honda, che con Ducati condivide la storia di questo sport.

Ducati valuta reclamo contro le ali Honda

Sono rimasto abbastanza sorpreso soprattutto dal comportamento della Honda che, oltre ad essere protagonista del Motomondiale è anche uno dei padri fondatori della MotoGP insieme a Yamaha e Ducati. Fino a oggi, tutte le dispute di natura tecnica erano state risolte o all’interno dell’Associazione Costruttori o comunque discutendo con il direttore tecnico  – Danny Aldridge, ndr – e trovando una risposta a tutti i chiarimenti che i costruttori ponevano sul tavolo” dice Dall’Igna.

Gigi Dall’Igna
in foto: Gigi Dall’Igna

Il fatto che la Honda abbia messo in discussione le scelte del direttore tecnico, ci mette nella condizione di porci il problema se fare noi un eventuale reclamo nei confronti delle ali della Honda, che onestamente giudichiamo pericolose. Non solo, per come sono fatte e per quanto esile è la base, potrebbero essere soggette a deformazioni importanti per i carichi che subiscono, e quindi magari svolgere la funzione di appendici mobili – vietate dal regolamento, ndr – Non avevamo mai preso in considerazione l’ipotesi di un reclamo in questo senso, ma se qualcuno, in particolare la Honda, ha messo in discussione l’operato di Danny Aldridge, ci mette in condizione di pensare ad un eventuale reclamo nei loro confronti nelle prossime gare”.