Graziano Rossi
in foto: Graziano Rossi

La gara di Assen non è andata come sperato per Valentino Rossi e la Yamaha: quinto nel GP d’Olanda, dopo anche lo scontro con Jorge Lorenzo e la battaglia con Andrea Dovizioso, il pesarese ha lasciato il TT circuit con un ritardo di 41 punti dal leader Marc Marquez e soprattutto la consapevolezza di poter lottare per il podio ma non per la vittoria in sella a una M1 che fa più fatica rispetto alle rivali. Un limite importante che, al netto di contatti e bagarre, sta inevitabilmente tenendo il pesarese lontano dal gradino più alto da ormai un anno.

“Il problema di Valentino è la Yamaha”

Uno dei problemi che i piloti lamentano a gran voce è il ritardo in termini di elettronica. Ne sa qualcosa Graziano Rossi che in un’intervista a CorsediMoto ha parlato delle possibilità del figlio di vincere il decimo che gli manca: “Ha la possibilità di giocarselo quest’anno, credo ce l’avrà anche l’anno prossimo e anche fra due anni, con quella che è la sua passione e la sua voglia di prepararsi e stare in forma” ha ammesso Graziano Rossi. “Secondo me per un altro paio di anni ci può provare, poi vince o non vince dipende anche dalla fortuna. Lui quest’anno è molto competitivo, il problema è una Yamaha che non è ancora al livello delle altre tre marche e quindi ci vuole un po’ di fortuna, che le cose vadano nel verso giusto”. Quando poi gli è stato chiesto perché i tecnici Yamaha si sono fatti trovare indietro sull’elettronica, il papà di Rossi non ha nascosto un po’ di amarezza per la situazione nel paddock. “Perché i tecnici Yamaha sono meno banditi degli altri e un po’ meno svelti, però quando Ducati e Honda sono andati a cercare di portare via i tecnici dalla Magneti Marelli è stata una mossa un po’ proibita, una mossa proibita che la Yamaha non ha pensato di fare, perché sono più onesti”.

Lorenzo-Honda, una sorpresa

Impossibile non parlare del passaggio di Lorenzo da Ducati a Honda (“È stata una grande sorpresa”) e fare le carte alla prossima stagione: “Aspettiamoci un Mondiale come se ci fosse un Pedrosa sempre in forma, perché Dani ogni campionato ha un paio di gare dove va forte, poi non è continuo. Invece Lorenzo potrà essere veloce in tutte le gare, quindi due piloti competitivi in casa Honda, sarà come gestirne uno, non credo sia più difficile, anzi. Un team che ha due piloti di primo piano è più facile che faccia risultato”. Per Valentino, all’orizzonte, anche il nuovo team Vr46 in MotoGp dove, dopo il 2020, potrebbe decidere di chiudere la carriera come team manager: “Non ci credere, Valentino continuerà a fare le corse con le automobili” promette babbo Graziano. Infine, sulla sua esperienza da genitore e la storica amicizia del figlio con Uccio Salucci, oggi braccio destro del Dottore, ha concluso: “Mi ricordo quando facevano le impennate con l’Ape dietro le mura di Tavullia ed erano sempre insieme. Poi facevano giri fuori Tavullia e alcune volte si sono allarmati un pochino anche i carabinieri, non sono mai andati in prigione e quindi hanno avuto un’infanzia fortunata da quel punto di vista”.