Un tris da record. Già primo ad Austin e Jerez, Marquez centra il terzo successo di fila, come non gli riusciva dal 2014, quando vinse le prime 10 gare della stagione. Eguaglia Casey Stoner, quinto nella classifica all-time con 38 vittorie in top class. Ma a segnare il GP di Le Mans è la caduta di Dovizioso e Zarco. Scivolate che fanno salire la fiducia di un eccellente Danilo Petrucci e di Valentino Rossi sul podio con una Yamaha che però ha ancora molti problemi da risolvere. Con 64 vittorie tra tutte le classi, Marquez avvicina i 65 successi di Lorenzo, che è il quinto pilota più vincente di sempre nel Motomondiale.

La caduta di Dovizioso

Dovizioso, come spiega Tardozzi, "è disperato per la situazione. E' arrivato un filo lungo, e si sentiva tranquillo". Peccato che l'entrata con tanto freno motore lo porti ad andare un po' per traverso. Con l'anteriore scarico, finisce lungo mentre Marquez imposta un ritmo che nessuno riesce a tenere. Il salvataggio "alla Marquez" alla curva 3, a 13 giri dalla fine, nonostante l'anteriore completamente chiuso, lo conferma come il re del Mondiale. Talento e fortuna si uniscono, in un destino di grandezza.

Marquez fa paura

Marquez, che già ha fatto paura nel warm-up con la gomma dura, continua la tradizione spagnola a Le Mans: l'ultimo non iberico a vincere qui resta Casey Stoner nel 2011. Il re del Mondiale, che ha centrato il successo numero 64, ha impiegato un po' nel weekend ad abituarsi al grip molto elevato. Quando l'asfalto è molto buono, ha spiegato, " si apre il gas in maniera aggressiva e le reazioni sono più difficili da controllare".

Marquez, che su questo circuito soffre, ha messo in crisi tutti e regalato a Honda l'ottavo successo a Le Mans, eguagliati i trionfi Yamaha. L'unico che ha tenuto è Petrucci, che sperava di diventare il ventiduesimo italiano di sempre a ottenere almeno un successo nella top class.. Nella seconda metà di gara gli comunicano un cambio mappa, probabilmente per ridurre il freno motore.

"Sicuramente la gara è stata dura. Il passo di tutti era ravvicinato. Il grip era un pochino inferiore e l'anteriore faticava un po'" ha detto. "Ho spinto all'inizio, e sono contento".

Rossi animale da gara

Resta animale da gara, Rossi, che in qualifica, tolti i due piccoli errori nel suo giro migliore, avrebbe forse potuto limare un paio di decimi sul tempo di qualifica ma certo non cambiare lo scenario complessivo. Il problema è sempre lo stesso, semplice da individuare quanto difficile da risolvere: gli altri vanno più forte.

Il Dottore firma il podio numero 13 a Le Mans. La fortuna c'entra solo in parte. E la luce di un risultato di prestigio non nasconde l'equivoco di una M1 che ancora non va. E che anzi in qualifica va peggio della Yamaha non ufficiale di Zarco, finito a terra alla curva 8, che interrompe così la lunga serie di gare a punti.0

I suoi risultati, errore di oggi a parte, ha ammesso Vinales dopo le libere, costituiscono "la prova degli errori che la Yamaha ha fatto ad un certo punto. Semplicemente, ad un certo punto abbiamo sbagliato. Sicuramente nel precampionato non abbiamo preso la strada giusta" ha concluso.

Vinales si rivela, presumibilmente, pilota acerbo, ancora non in grado di dare indicazioni sullo sviluppo tecnico della moto. Sorprende soprattutto il tempo che gli ingegneri Yamaha stanno impiegando a risolvere problemi di tenuta e prestazioni della M1 nuova, mentre Zarco non soffre affatto con un telaio 2017 o addirittura 2016.

Oggi almeno è stata giusta, spiega Rossi, la scelta delle gomme. Sapevo di essere più veloce rispetto a Jerez" ha detto. "E' un risultato molto importante per me e per la Yamaha. Sono riuscito ad essere veloce per tutta la gara. Danilo era un po' più veloce di me, ma va bene cosi, è stato un buon risultato".

Lorenzo sesto: contratto a rischio?

Incerto sul rinnovo di contratto, Lorenzo si è dato almeno tre gare per pensarci. Lo spagnolo ha lamentato un errore di set-up all'inizio del weekend ma ha confermato che continuerà con il telaio provato nei test del Mugello anche se ce n'è solo uno e dunque può essere più difficile trovare l'assetto giusto.

Il ritmo più alto, sul passo e in qualifica, aumenta la fiducia dello spagnolo e il suo feeling con la Desmosedici che a Le Mans ha dimostrato di andare forte sia con la gomma nuova che con quella usata.

I rimpianti di Zarco

Marquez ha imparato a non sottovalutare gli avversari. Valeva per Dovizioso l'anno scorso, vale quest'anno per Johann Zarco del Team Tech 3, a punti in tutte le sue gare fino alla caduta alla curva 8 al settimo giro. Può diventare un campione, il francese. E i campioni non si vedono quando vincono. Si comprendono da come si rialzano dopo le cadute.