Nessuna fine anticipata del contratto o ultimatum dalla Honda. Le voci che da giorni si rincorrono sui media spagnoli si fermano a Le Mans dove Jorge Lorenzo ha smentito le indiscrezioni rilanciate da As che conferma come la posizione del maiorchino sia in quanto in bilico. “Nonostante il contratto per questa e la prossima stagione, il cinque volte campione è stato messo a conoscenza che, in assenza di miglioramenti, nel 2020 non correrà con la Honda” l’aut aut arrivato all’indirizzo di Lorenzo che, alla vigilia del GP di Francia, non ha evitato domande sulla questione. “Si sentono spesso voci di questo tipo quando la situazione o i risultati non sono positivi ma personalmente – smentisce Jorge – non ho ricevuto nessun ultimatum né mi è stato detto qualcosa su questo argomento. Tutto quello che so è che ho due anni di contratto”.

“Mai ricevuto un ultimatum dalla Honda”

Sappiamo da entrambe le parti che l’adattamento alla moto si sta dimostrando più complicato di quanto ci aspettassimo inizialmente perché non c’è una connessione naturale – spiega Lorenzo – . Avrò bisogno di più tempo ma non mi è stato dato un ultimatum o qualcosa di simile. In passato ho vissuto situazioni peggiori ma non credo che a questo punto dipenda da cosa accadrà in pista”. A buttare acqua sul fuoco anche Marc Marquez (“Non penso che la Honda farebbe mai una cosa simile”) convinto che il compagno di squadra ritroverà presto competitività.

Finora Lorenzo ha chiuso 13° in Qatar (dove è caduto due volte in prova e ha corso con una fessura a una costola), 12° in Argentina (dove alla partenza ha spinto accidentalmente il limitatore di velocità, ritrovandosi in ultima posizione) e 12° in Spagna, alle prese con un fine settimana complicato, mentre in Texas era stato costretto al ritiro a causa di un guasto alla Honda quando stava lottando per la 10° posizione. Il maiorchino è alla ricerca della posizione ideale sul RC213V e nei test di Jerez ha provato nuove soluzioni per cercare di trovare quell’affiatamento con una moto che ritiene “non sarà mai naturale, proprio come non lo era la Ducati”. La stessa cosa che starebbe accadendo anche al francese Johann Zarco che “quando è salito sulla Yamaha è stato veloce dalla prima gara mentre con la KTM è ultimo”. Situazioni analoghe, anche se per diversi motivi, per cui sarà importante cercare di capire le cause del problema. “Ogni piccolo progresso ci avvicina al nostro obiettivo e dobbiamo valutare ogni progresso come se fosse una piccola vittoria. Non sarà naturale, ma con il tempo e i chilometri andremo meglio e ci saranno evoluzioni per migliorare”.