Quello di Jorge Lorenzo con la Honda si sta dimostrando un debutto complicato. In termini di risultati – 13° in Qatar, 12° in Argentina e ritirato dopo dieci giri in Texas – il campione maiorchino sta affrontando uno dei periodi più magri della sua carriera, solo 17° in classifica piloti con 7 punti e un ritardo di 47 dal leader Andrea Dovizioso. A partire dall’ultimo infortunio invernale che gli ha impedito di partecipare ai test di Sepang, Lorenzo ha avuto il suo primo vero test con la Honda solo in Qatar. “In Qatar sono caduto e in gara ho avuto alcune difficoltà con la frizione nei primi giri. Poi in Argentina, ho avuto un problema con il pulsante in partenza e poi con la manopola. Questo non ha permesso un piazzamento nella top 10 in entrambe le gare” rimpiange Lorenzo che non ha avuto fortuna neppure nel suo terzo GP da pilota Honda: in Texas la sua gara è finita a causa di un problema alla moto che lo ha costretto al ritiro.

“Non ancora al livello di combattere con Marquez”

Senza tutto questo, Lorenzo avrebbe probabilmente lottato per un posto nelle prime dieci posizioni ma, ha ammesso, per arrivare ai big serve ancora tempo: “Non sono ancora al livello di combattere con Marquez o Crutchlow, ad esempio. Mi servono più chilometri per capire alcune cose che mi aiuteranno a diventare più veloce sulla moto  – le parole del maiorchino a Speedweek – . Marc ha le sue piste preferite e altre in cui ha problemi più grandi. Se non ha problemi, può sempre lottare per la vittoria e, sulle piste che gli piacciono, continuare a vincere –  ha aggiunto sul suo compagno di squadra.

Le mie piste migliori? Vorrei iniziare con Jerez, poi Le Mans, che non è così male. Poi Mugello, Montmeló e Misano”. Tutti circuiti dove ha raccolto tantissimo con la Yamaha e anche con la Ducati. Infine un’osservazione sulla sua ex M1 e Maverick Vinales. “Credo che abbia qualche difficoltà in partenza, con la frizione. Se parte dalla pole o dalla prima fila, in partenza perde sempre delle posizioni – osserva – . Ho avuto anch’io questo problema, soprattutto agli inizi della carriera, per cui diventa difficile. Quando ti ritrovi dietro a qualcuno, devi crearti una tua ‘comfort zone', devi frenare un po’ prima per assicurarti di non colpire chi ti sta davanti, e perdi del tempo per avere quella certa sicurezza. Questo è quello che fa Maverick, preferisce guidare da solo e pensare alla gara”.