La Ducati si conferma la moto da battere al Red Bull Ring: due anni fa con Andrea Iannone, l’anno scorso con Andrea Dovizioso e oggi con Jorge Lorenzo che in gara ha tirato fuori gli artigli per contrastare il campione in carica e leader del mondiale Marc Marquez. Una battaglia senza esclusione di colpi tra i due rivali che dalla prossima stagione divideranno il box Honda e che dà ragione al maiorchino, riuscito a imporsi nel duello finale per la vittoria. Per Lorenzo quella arrivata nel Gp d'Austria è la terza vittoria stagionale dopo quelle conquistate al Mugello e a Barcellona, un risultato che gli consente di risalire in terza posizione in campionato anche se a ben 71 punti di ritardo dalla vetta.

Jorge Lorenzo sul gradino più alto del podio del Red Bull Ring / Getty Images
in foto: Jorge Lorenzo sul gradino più alto del podio del Red Bull Ring / Getty Images

Lorenzo: "Ho perso qualche mese di vita ma ne è valsa la pena"

Non so se ho perso anni di vita, ma sicuramente qualche mese l’ho perso con tutta quella pressione e quella tensione nel duello con Marc – ha scherzato ai microfoni di Sky Sport – Ne è valsa la pena perché mi sono divertito. Ho lottato con molta energia e aggressività. Negli ultimi giri ho dovuto fare una strategia molto calcolata, pensata. A due giri dalla fine ho lasciato passare un po’ Marc per rilassarmi un po' e spingere alla fine, sapevo di averne un po’ di margine nella salita che si fa in quarta e quinta marcia, la mia moto accelerava di più e aveva un po’ più di trazione. Pensavo di attaccare lì ma la verità è che Marquez era molto forte alla staccata della curva 3 ma alla fine ce l'ho fatta a finire davanti”. Sulla gara ha poi aggiunto: “All’inizio Marc stava spingendo molto per andare via, per fortuna poi è calato, e piano piano l'ho preso. Quando l'ho sorpassato mi si è attaccato come un vagone del treno e non mi ha mollato fino alla fine”.

“Una parte del mio cuore resterà sempre ducatista"

Quello di oggi è stato l’ennesima conferma di come Lorenzo sia stato capace di cambiare il suo stile di guida e adattarsi alla Ducati. “Una delle cose più difficili per uno sportivo è reinventarsi e cambiare il modo di fare le cose, questo con la Ducati è stato un obbligo farlo. Man mano ho capito molte cose, cambiato il mio stile di guida e quando molti non ci credevano ce l'ho fatta. E adesso siamo molto forti. Credo che questo matrimonio sarà ricordato come molto forte, soprattutto in questo secondo anno, e porterà cose molto positive in futuro. Marquez contento di sfidarmi con la stessa sua moto il prossimo anno? Sicuramente, io credo che sia la Honda che la Ducati siano due moto molto forti, la Ducati ha i suoi punti forti, non c’è dubbio, come lì ha anche la Honda. Ma sicuramente il prossimo anno Marquez partirà con un vantaggio, che sarà l’esperienza di aver corso 6-7 anni con la stessa moto. La stessa cosa che è successa lo scorso anno nei confronti di Dovizioso, è stato più forte di me sulla Ducati per lo stesso motivo. Sono stati due anni molto passionali, ci sono stati alti e bassi, più bassi che alti al primo anno, e molti alti nel secondo. In qualche modo una parte del mio cuore sarà sempre ducatistaSe sogno il mondiale con 71 punti di ritardo da Marquez? Ancora non è detto, ma è molto difficile lottar per il campionato. Ma senza questa pressione, ho un diverso tipo di mentalità. Se mi interessa il titolo di vice-campione? Se non si può lottare per il mondiale, la migliore posizione è quella”