Su una pista da sempre amata ma su cui le Desmosedici hanno sempre fatto fatica, Jorge Lorenzo ha conquistato il suo secondo podio in sella alla Ducati. Dopo Jerez anche oggi ad Aragon il maiorchino ha chiuso terzo al traguardo dopo una gara condotta in gran parte al comando, o per dirla con il neologismo coniato dallo stesso Lorenzo, liderando per più di metà gara. “Liderare? Ho fatto più giri in testa che mai, si dice così – scherza Lorenzo ai microfoni di Sky SportQuesta volta non è stato sufficiente, sapevo che la gomma morbida negli ultimi dieci-sette giri sarebbe stato difficile, si è degradata molto sul lato sinistro ma era l’unica opzione con la quale eravamo competitivi. Con la media c’era troppa differenza di grip, probabilmente sarei stato più constante ma più lento”.

Lorenzo: “Vittoria ormai vicina, forse a Motegi”.

Scattato dalla seconda casella, il maiorchino ha messo in scena una partenza alla sua maniera, guadagnando da subito la testa della corsa, salvo poi dover arrendersi al cambio di passo delle Honda che con Marc Marquez e Dani Pedrosa ad Aragon hanno fatto la differenza. Ad ogni modo Lorenzo porta a casa buone sensazioni che fanno ben sperare per la prossima gara in calendario.

L’importante è che siamo in progressione e ogni volta più vicini alla vittoria, capisco di più la moto e posso guidare più al limite. La vittoria è molto vicina, magari arriverà a Motegi. In ogni gara, lavorando col team, troviamo qualcosa che mi permette di andare più forte, e capisco meglio la moto. Posso forzare e andare più al limite, manca un pelino a metà curva, facciamo tanti metri e andiamo lunghi, se miglioriamo questo possiamo essere più competitivi. Non c’è una cosa che fa la differenza enorme, sono piccoli dettagli, i km che faccio che fanno sentire più a mio agio, piccole cose che proviamo ad ogni turno e che fanno la moto più completa e questo alla lunga si sente in una gara. Sono fiducioso per Motegi, è sicuramente la mia pista preferita, dove posso guidare più secondo il mio stile ed è una buona pista per la Ducati perché ci sono molte accelerazioni e molte frenate forti. Nutro grandi speranze ma non si sa mai, magari arrivi con tanta voglia e poi tutto va storto”

In progressione.

È Lorenzo che ha cambiato stile di guida  è la Ducati che è cambiata per Lorenzo? chiede Guido Meda in collegamento. “Sono due le vie di miglioramento” replica Lorenzo. “In parte è l'adattamentoi a quello che chiede la moto, come staccare un po’ più tardi, entrare in curva molto veloce col freno e ritardare l’apertura del gas. Con la Yamaha frenavo prima ma aprivo prima il gas, con più confidenza perché il motore era più docile. Con la Ducati invece devo aprire il gas molto piano e dolcemente e quanto sono riuscito a farlo, i risultati sono stati migliori. È anche vero che la Ducati sta lavorando per rendere la moto un po’ più docile e facile nelle curve. Ed è per questo che i risultati sono in progressione”..

Mai dire mai, magari arrivi ad un circuito come Valencia che è sempre stato difficile e non siamo competitivi, ma credo che Motegi può essere una grande pista, Phillip Island invece può essere difficile visti i test prestagionali che sono andati un po’ storti anche se adesso la moto è molto più competitiva e ho molta più esperienza. Abbiamo due settimane per allenarci, la prossima gara sarà molto importante per noi, perché penso che a Motegi potremo fare molto bene”.