Sesta pole stagionale, la quinta di fila sul circuito di Phillip Island con cui eguaglia l’eroe di casa Casey Stoner e ritocca a 79 pole il record assoluto di partenze al palo del mondiale. Con titolo di campione del mondo in tasca da sei giorni, Marc Marquez non cambia mentalità e, malgrado complicate condizioni dell’asfalto, è riuscito a piazzare la sua Honda davanti a tutti. “Sapevo che non ero lontano per fare la pole – ha detto ai microfoni di Sky Sport – Mi aspettavo Iannone, credo sia il più forte in questa pista, quando ho visto quella pioggia leggera, faceva paura sulla moto, perché qua si gira tanto veloce”.

Marquez mostra gli stivali dedicati a Doohan
in foto: Marquez mostra gli stivali dedicati a Doohan

Guanti e stivali di Doohan

Alla prima uscita ho rallentato un attimo e poi ho spinto, e alla seconda uscita, alla fine, pioveva un po’ di più, si poteva andare forte ma non ho voluto rischiare perché sapevo che il mio tempo era abbastanza buono. Che gara farò? Sarà difficile, dovremo capire quale lo pneumatico posteriore scegliere, penso che sarà una gara di gruppo, più o meno come l’anno scorso – dice ancora Marquez che, al parco chiuso, ha mostrato il suo omaggio a Mick Doohan, guanti e stivali replica con i colori che la leggenda australiana indossava in carriera, ora che, con il titolo conquistato domenica scorsa in Thailandia, ha raggiunto l’ex iridato della 500 a quota cinque mondiali in top class.

Vinales e Zarco in prima fila

Stessa prima fila della passata stagione, con le Yamaha di Maverick Vinales e Johann Zarco in seconda e terza posizione. “Sono soddisfatto ma speravo in qualcosa in più, perché quando ho fatto il mio tempo migliore stava piovendo all’ultimo settore e non ho potuto spingere – ha detto il ‘Top Gun Catalano – Sono comunque contento perché abbiamo lavorato bene, il programma era fare tre uscite ma alla fine non è stato possibile. Nelle prove sono riuscito a fare un buon passo, speriamo di andare meglio”. “È stato difficile andare in pista in queste condizioni, vedi la pioggia ma sai che la pista può essere asciutta, ho avuto paura – ha aggiunto il compagno di marca del team Tech3 che, dopo il Giappone, conquista la prima fila – . Alla prima uscita c’era meno acqua, si poteva andare e sono contento del tempo che ho fatto. Nella seconda uscita, c’erano nuvole ancora più scure, sono stato attento e ho cercato di capire la pista. L’ultimo giro ho spinto, ma nelle ultime due curve non c’era troppa fiducia. Quindi sono comunque felice di essere terzo, c’è il potenziale per andare veloce c’è. Sul passo di gara non vado male, forse molto meglio che in Giappone, e gli altri non sembrano comodi, quindi si può giocare il podio”.