Fabio Quartararo, 20 anni / Getty
in foto: Fabio Quartararo, 20 anni / Getty

Se c’è un pilota che può mettere in difficoltà Marc Marquez, questo sembra poter essere Fabio Quartararo. Lo pensano in molti, specialmente dopo la gara di Misano, dove il rookie della Yamaha satellite è andato vicinissimo alla prima vittoria in MotoGP in questa sua stagione di esordio in top class. Né la grande prestazione né i complimenti più disparati sembrano però intaccare quella che, altre all’innegabile talento, è un’altra delle sue grandi qualità. “In questa gara direi che l’ho messo in difficoltà, gli sono stato davanti per venti giri, ma ci sono molti altri piloti che possono farlo, come ad esempio Rins e Vinales – dice con profonda modestia il 20enne francese, dopo aver condotto la gara fino all’ultimo giro, tenendo a bada un Marquez caricato al massimo sia dalle sconfitte nelle ultime due gare, sia dall’ennesimo momento di tensione vissuto in qualifica con Valentino Rossi.

“Marquez come un aereo, ma ci riprovo”

L’ammissione di Quartararo, che ad oggi è il solo ad aver strappato un record al campione di Cervera (a Jerez è diventato il poleman più giovane della storia) è intrisa del dispiacere per la mancata vittoria ma anche della soddisfazione di chi sa di aver maturato un’esperienza più che positiva per il futuro. L’ultimo giro, nel quale ha anche risposto all’affondo di Marquez salvo vedersi sverniciare alla Quercia, fa parte di quel rodaggio che il classe 1999 sta affrontando con grande serenità.

Marc aveva più motore ma noi abbiamo fatto il massimo. Credo che abbia gestito molto le gomme, del resto nelle ultime due gare è stato sempre davanti, ma alla fine è andata come è successo a me oggi – spiega ai microfoni di Sky Sport – . Alla fine aveva un grip migliore del nostro, soprattutto nelle curve a sinistra. Ma rispetto all’ultima volta che ho chiuso 2° (a Barcellona, ndr) dove ero a 3 secondi dal primo, questa volta il distacco è stato meno di 1 secondo. Così, la prossima volta, dobbiamo provare a stare davanti”.

Alla curva 4 – racconta di quell’ultimo giro – Marquez aveva grande feeling e mi ha superato, ma io ho risposto. Poi, con il suo motore, alla 8 mi ha passato come un aereo. È andato un po’ lungo ma stato difficile riprenderlo. Alla fine, alla 14, ci ho provato ma non c’è stato nulla da fare”.

Poco male dunque per El Diablo che, per ora, non ha nessuna intenzione di vestire i panni dell’anti-Marquez. “Questo è il mio anno da rookie  – risponde quando gli viene chiesto se pensa di essere un predestinato come il pilota della Ferrari Charles Leclerc – . La verità è che abbiamo ancora molte cose da imparare. Ho fatto quasi tutta la gara davanti a Marquez, che è un sette volte campione del mondo ormai prossimo all’ottavo titolo, senza fare nessun errore, quindi credo di poter essere già contento. È tutta esperienza che mi porterò dietro soprattutto per l’anno prossimo”.