Tito Rabat in ospedale a Barcellona / Instagram
in foto: Tito Rabat in ospedale a Barcellona / Instagram

Costanti e continui miglioramenti con l’obiettivo di tornare in sella in Thailandia, anche se l’ultima parola spetterà ai medici che lo hanno in cura. Trascorsi i difficili giorni post-operatori, Tito Rabat prosegue la riabilitazione dal terribile incidente di Silverstone che lo costretto a finire sotto i ferri per le fratture multiple scomposte e esposte rimediate a femore, tibia e perone della gamba destra. Trasferito e operato d’urgenza all’ospedale di Cowentry, il pilota spagnolo è stato poi trasportato con un volo sanitario all’ospedale Dexeus di Barcellona dove continua con ottimi progressi la riabilitazione.

Rabat punta alla Thailandia

Per Rabat si era parlato di stagione saltata ma i miglioramenti delle ultime settimane fanno sperare in un ritorno anticipato. “Sto molto meglio. Posso dormire bene e quasi piegare il ginocchio al 100%. Ora posso iniziare a sostenere il 30% del peso su quella gamba. Poco a poco, abbiamo superato la fase più difficile e possiamo iniziare a fare esercizi e lavorare sulla mia flessibilità. Abbiamo superato il peggio e sono ansioso di tornare in sella alla mia moto” ha detto in un’intervista a MotoGP.com. “È certo che non andrò ad Aragon. Penso che, raggiungendo gli obiettivi, potrei esserci, ma non al 100%. Mi piacerebbe tornare in Thailandia – il Gp di Buriram si disputerà il 7 ottobre, ndr – e credo di poter essere lì, ma i medici hanno l’ultima parola, si stanno prendendo cura della mia gamba”.

Via Ponsson, da Aragon c'è Torres

Rabat punta alla Thailandia ma non riuscirà a tornare per il prossimo round, il Gp di Aragon, in programma il prossimo 23 settembre. Nel frattempo, il suo team, Reale Avintia Racing che a Misano lo aveva sostituito con l’esordiente Christophe Ponnson, ha annunciato che a partire da Aragon sarà l’ex Moto2 e pilota Superbike Jordi Torres ad affiancare il belga Xavier Simoen. Rispetto a Ponsson, finito al centro delle polemiche per la sua inesperienza e i distacchi rimediati nelle prove e in gara, Torres ha molta più esperienza nel paddock e nel Motomondiale vanta tre podi in Moto2 e diverse top ten, oltre alla vittoria della gara del Sachsenring nel 2013. In Superbike, dove è passato nel 2015, ha vinto la sua prima gara nell’anno di debutto, in Qatar, e altri due podi nella stessa stagione.

Debutto in top class per l'ex Moto2

Lo spagnolo sarà in sella alla GP16 di Simeon che, come accaduto nel weekend di Misano, correrà con la GP17 di Rabat. Grande opportunità per Torres, impegnato in pista questo fine settimana a Portimao nella tappa portoghese della Superbike, che affronterà il suo primo Gp in top class: “Sono eccitato ma anche terrorizzato, ma è sempre una sfida provare una MotoGP per la prima volta – ha detto il 31enne spagnolo – Sarà un’esperienza unica che un giorno potrò raccontare ai miei nipoti. Seriamente, non vedo l’ora di salire sulla moto e vedere come vado. So che il campionato è ad un livello molto alto ed in un fine settimana di gara è difficile assimilare tutte le cose che servono per essere veloci. Ma proverò ad imparare il più possibile e darò il massimo, poi vedremo cosa ne esce fuori. È più complicato di quanto si possa pensare, ma parto con un’attitudine positiva e voglio sfruttare al meglio questa occasione. Voglio anche ringraziare il mio manager per il lavoro che fa e MV Agusta che mi ha dato il permesso di poter essere ad Aragon. Al momento si tratta solo di una gara, ma potrebbero essere due. Ma prima di tutto faccio a Tito i miei auguri di pronta guarigione, perché non merita questo infortunio, sappiamo che tornerà presto perché è un combattente”.