Valentino Rossi / Getty Images
in foto: Valentino Rossi / Getty Images

Venerdì di libere a Phillip Island e prime sensazioni dalla pista dopo la prima giornata di prove del Gp d’Australia che per Valentino Rossi si è chiusa con il decimo tempo, di un soffio nella top ten della classifica combinata che, al momento, gli garantirebbe l’accesso diretto alle Q2.

Rossi: "Il passo non è niente di speciale"

Abbiamo fatto un po’ fatica – ha spiegato Rossi – perché abbiamo lavorato con la gomma media dietro che non aveva grip mentre con la soft, alla fine, non era male, sono migliorato, sono riuscito a girare sull’1’30 basso. Avrei dovuto montare un’altra gomma ma ho deciso di non fermarmi. Ero quinto e fortunatamente sono riuscito a rimanere nella top ten. Abbiamo rischiato un po’, per domani mattina le previsioni meteo non sono buone, sembra che sarà bagnato, quindi era importante stare nei dieci – ha analizzato il Dottore ai microfoni di Sky Sport MotoGP –  Il mio passo non è niente di speciale. Dobbiamo lavorare ancora un po’ sul bilanciamento della moto e fare la scelta gomme giusta perché non lavorano come l’anno scorso”.

"Anche se adesso vinciamo, la sostanza non cambia"

Al momento ci manca qualcosa, ma ad esempio Maverick è andato bene – prosegue il campione di Tavullia – .  Dobbiamo lavorare per metterci a posto”. Quando poi gli è stato chiesto se, considerate le 25 gare senza vittorie, si può fare un confronto con il digiuno del biennio Ducati, il pesarese non ha avuto troppi dubbi: “Le stagioni con la Ducati però sono state molto più difficili, perché facevo molta fatica a trovarmi con la moto. Non vincere è una cosa difficile, ma quest'anno certe volte mi sono divertito – le parole di Valentino come riportate da Motorsport.com – Anche se vinciamo da qui alla fine, la sostanza non cambia: gli altri sono più competitivi di noi. Poi ci può essere anche una domenica in cui uno va meglio, ma non cambia molto”. Sulla linea di sviluppo seguita dalla Yamaha, che nei giorni scorsi Vinales ha detto di non aver capito la giusta direzione, anche Valentino sembra della stessa opinione: “Maverick dice quello che dico io, che la Yamaha deve lavorare per risolvere i problemi. I nostri stili di guida sono simili, ma non uguali. Però alla fine abbiamo dei problemi da un sacco di tempo: io ho i miei e lui ha i suoi, ma se lavoriamo nella stessa direzione credo che miglioreremo entrambi”.

"KTM ha fatto una bella mossa a prendere Pedrosa"

Se una stagione senza vittorie può essere da stimolo per la Yamaha? Non ne ho idea, bisognerebbe parlare con loro. Honda e Ducati vanno più forte, ma vedere anche i passi avanti che ha fatto la Suzuki, che ha un motore quattro cilindri in linea come il nostro, sia una motivazione per la Yamaha per fare meglio. Anche loro penso che vorranno vincere”. Infine, a chiudere il venerdì, anche l’annuncio arrivato dalla KTM che per le prossime due stagioni ha ingaggiato Dani Pedrosa come collaudatore del test team. “La KTM ha fatto una bella mossa a prenderlo – ha ammesso Valentino – Pedrosa è buono, perché è vero che è molto piccolino, ma ha un know-how della Honda di dieci anni. Il test team con un pilota veloce è molto importante”. Pedrosa si occuperà insieme al tester Mika Kallio dello sviluppo della RC16, un lavoro analogo a quello che sulla M1 sarà portato avanti ad Jonas Folger. “Noi il prossimo anno avremo Folger e io sono molto contento, perché è un grande talento e quindi ci può dare una mano. Forse dovrebbe esserci anche a Valencia, ma non sono sicuro”.