Il Gp delle Americhe poteva essere l'occasione giusta per Valentino Rossi. Nel giorno dell’harakiri di Marc Marquez, il pesarese si era ritrovato strada libera verso la vittoria. E invece è arrivato lo spagnolo Alex Rins a rimandare il suo appuntamento con il gradino più alto del podio. Un risultato che Rossi insegue da quasi due anni, da quando nel 2017 sul bagnato di Assen, ha colto la vittoria numero 115 in carriera.

Rossi: "Non credo più a questa storia”

In rimonta, la Suzuki era difficile da fermare e due errori di Valentino nel finale hanno regalato allo spagnolo quel margine decisivo. “Io davanti a Valentino, è stato incredibile – ha detto emozionato Rins  – . Era il mio idolo quando ero ragazzo. All’ultimo giro sapevo che era dietro, lui ha l’esperienza di tanti Mondiali e tante gare in cui ha lottato per la vittoria. Così ho iniziato a spingere forte e a chiudere le curve e questo ha portato al risultato”.

Valentino Rossi e Alex Rins ad Austin prima di salire sul podio / MotoGP
in foto: Valentino Rossi e Alex Rins ad Austin prima di salire sul podio / MotoGP

Dopo la cerimonia del podio, quando a Valentino è stato fatto notare che Rins si era detto incredulo di aver battuto il suo idolo di infanzia, il pesarese ha replicato con una battuta: “Non credo più a questa storia. Di questi giovani che dicono che sono io il loro idolo ne ho già conosciuti. Anzi, sono preoccupato, perché quelli che lo hanno detto alla fine si sono rivelati i peggiori nemici – ricorda Valentino che fino a qualche anno fa era su uno dei poster appesi alla parete della camera di Marquez. Un poster che è ancora da qualche parte ma non più più tra quelli appesi, ha raccontato qualche tempo fa proprio Marquez.

In ogni caso il 2° posto ad Austin è un risultato positivo per Valentino, ora che sembra che la Yamaha abbia effettivamente fatto uno step importante. “Fino a qui ho sempre guidato bene e in gara sono andato forte – ha aggiunto il pesarese che lascia Austin secondo in classifica a 3 punti da Andrea Dovizioso tornato in testa al campionato. Per il Dottore il favorito resta però Marquez. “In Qatar ha fatto secondo, in Argentina ha dominato e qui avrebbe vinto se non fosse caduto, quindi sì, resta il favorito”.