La vittoria di Maverick Vinales in Australia è certamente “risultato positivo” per tutta la Yamaha ma, mentre metà box festeggia il ritorno al successo della casa di Iwata dopo un digiuno di 25 gare, l’altra metà, quella di Valentino Rossi, continua a soffrire i cornici problemi che affliggono la M1 da oltre un anno.

Yamaha a due facce in Australia

Dopo un buon inizio, a Phillip Island il Dottore si è dovuto accontentare del sesto posto alla bandiera a scacchi, un risultato che gli fa perdere terreno in campionato, allontanandolo dalla possibilità di chiudere al secondo nel mondiale, visto che ora si ritrova a 15 punti di ritardo da Andrea Dovizioso e, con lo stesso margine, precede il compagno di squadra. “Speravo di poter lottare per il podio” ha ammesso Valentino dopo la gara, spiegando di aver dovuto fare i conti con un inatteso calo del grip. “Già dal primo giro non avevo troppo grip, soprattutto sul lato sinistro, ed ero più in difficoltà anche rispetto a ieri – le parole del pesarese come riportate da Motorsport.comFino a metà gara sono stato abbastanza veloce ed ero secondo. Negli ultimi dieci giri però ho perso tanto grip ed ho dovuto rallentare”.

Valentino Rossi al box Yamaha / Getty Images
in foto: Valentino Rossi al box Yamaha / Getty Images

"Vinales? Bel risultato ma non cambia tanto"

È stato un risultato un po’ deludente – ha aggiunto il campione di Tavullia – Non ero molto preoccupato della gomma posteriore. Da venerdì abbiamo lavorato per cercare di avere un posteriore molto soft e non stressare troppo la gomma. Quando ho messo la hard, ieri nella FP4, avevo un bel grip. Anche stamattina, che era molto freddo, avevo dei problemi con il davanti, ma dietro lavorava molto bene. In gara, però, da subito ha iniziato a scivolarmi tanto, come se avessi perso un po' di grip. Adesso dobbiamo cercare di capire perché”. Infine, parlando della vittoria di Vinales, ha concluso: “È un bel risultato per Maverick, ma per tutta la squadra e per la Yamaha, perché era tanto che non vincevamo, però dobbiamo continuare a lavorare per l'anno prossimo. Sicuramente è una grande iniezione di fiducia, ma non credo che cambi tanto”.