Ci si aspettava una vittoria, non è arrivato nemmeno il podio: l'involuzione della Ferrari in Australia, a distanza di un anno, è di quelle difficili da spiegare. Nel 2018, infatti, pur partendo dalla terza casella dello schieramento Sebastian Vettel era riuscito a vincere la prima gara stagionale sul tracciato di Melbourne; stavolta, però, il tedesco ha dovuto combattere per tutto il GP con problemi di varia natura, primo tra tutti quello con le gomme che non sembravano funzionare a dovere, subendo anche l'attacco del compagno di squadra Leclerc, frenato dal team per non correre rischi inutili e portare a casa il massimo bottino di punti disponibili.

La Ferrari in Australia – Getty images
in foto: La Ferrari in Australia – Getty images

La Rossa non partiva così male dal 2014

Un avvio decisamente poco convincente quello della SF90 che pure nei test aveva dimostrato di avere il passo giusto per mettere tutti in riga già all'esordio. A vincere, dominando, è stato invece Valtteri Bottas che ha sfoderato una prestazione super regalando, insieme a Lewis Hamilton, una doppietta che consente alla Mercedes di prendere già il largo sulla casa di Maranello. La Ferrari, dal canto suo, è apparsa piuttosto sbiadita: era dal 2014 che la Rossa non aveva un esordio così amaro chiudendo fuori dal podio nella gara inaugurale. Negli anni passati, infatti, il tedesco era sempre riuscito a finire nella top 3 con le vittorie nel 2018 e nel 2017 e i terzi posti targati 2016 e 2015; l'ultimo a rimanere ai piedi del podio era stato Fernando Alonso, nel primo anno dell'era turbo ibrida della Formula 1 che concluse proprio al 4° posto la prima gara dell'anno, ma con uno svantaggio dal leader minore rispetto a quello rimediato dal tedesco.

Fernando Alonso con la Ferrari nel 2014 – Getty images
in foto: Fernando Alonso con la Ferrari nel 2014 – Getty images

Bottas, infatti, ha rifilato quasi un minuto – 57 secondi per la precisione – alla prima delle Ferrari guidata da Vettel.  Un margine abissale che non rispecchia i veri valori in campo su una pista che, per stessa ammissione del team principal Mattia Binotto, risulta indigesta alla SF90. Negli ultimi anni, però, le Rosse erano sempre riuscite a limitare i danni riuscendo, come nelle due precedenti edizioni, a stupire; stavolta, però, è mancato il guizzo giusto per cambiare una gara nata male e finita in modo non certo brillante. Il tedesco, adesso, avrà un paio di settimane per metabolizzare la sconfitta e ripresentarsi in Bahrain pronto per cancellare la debacle australiana e tornare a convincere; il mondiale è appena iniziato, ma con un risultato simile anche nella prossima gara le speranze di gloria rischiano di essere riposte in soffitta ancora prima di vedere la luce.